iBLOG précédent iBLOG suivant



Publié le 28/08/2009 à 17:07
Par antoniomontanari
Blog_feltri_cossiga

Ci sono due aspetti nella vicenda "Giornale"-Feltri contro Boffo-"Avvenire", dai quali abbiamo la conferma che l'Italia non cambia mai.

Uno è il finto scandalo degli ambienti vicini a Feltri. Lo hanno messo apposta a dirigere il "Giornale", e adesso dicono peste e corna dell'articolo di Gabriele Villa da lui pubblicato sotto il titolo "Boffo, il supercensore condannato per molestie".

Se è tutto vero quello che ha scritto Villa, nessuno è autorizzato a negare la verità dei fatti perché essi si riferiscono al direttore del quotidiano della Cei.

Questo per il rispetto della logica più elementare.

L'altro aspetto, riguarda il linguaggio di quel rapporto della Questura, che sembra bagnato nel Tevere del Ventennio: "... il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato...".

L'Italia non cambia mai, dicevamo. Nel numero di "Style" uscito stamani, Francesco Cossiga, con quel suo conversare brillante e frizzante, ce ne dà autorevole conferma. Quando ad esempio riduce il ruolo di Licio Gelli a quello di direttore della Permaflex di Arezzo. A cui i direttori dei Servizi segreti non potevano prestare alcun ascolto.

Purtroppo l'Italia "ferma" che i fatti di oggi possono suggerire, è un Paese che regredisce. Forse Feltri involontariamente farà aprire un po' di occhi a certi religiosi troppo inchinati verso il Cavaliere.

Abbiamo di recente ricordato che Feltri su "Libero" difese Berlusconi per la faccenda delle donnine allegre, definendolo "impotente". L'uomo è lo stile, si diceva un tempo. Ma bando alle meraviglie, perché la botte dà il vino che ha. E se Feltri ha ragione sul caso Boffo, la figura brutta la fanno i suoi "alleati" e datori di lavoro che oggi lo attaccano, non lui.


[28.08.2009, anno IV, post n. 246 (966), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 26/08/2009 à 16:43
Par antoniomontanari
Kennedy_ted

L'ultimo saluto a Ted Kennedy diventa per chi ha qualche anno sulla schiena l'occasione di un ricordo che coinvolge tutta la sua famiglia.

Ci fu un momento nella storia del mondo in cui i Kennedy rappresentarono una speranza per una vita migliore.

Non posso che ripetere quanto già scrissi qui due anni fa.
Furono il «sogno americano» della mia giovinezza. Nella mia scrivania fa avevo sottovetro una foto gigantesca della bella famiglia di JFK, ritagliata dall'«Espresso» di Arrigo Benedetti, quello formato lenzuolo.

Guardavamo all'America, noi che non tenevamo gli occhi chiusi e rivolti all'Urss od alla Cina. Poi venne il Viet-Nam, poi vennero le rivelazioni sulla famiglia di JFK, sui loro affari, sulle loro storie losche...

La fine del nostro «sogno americano» fu l'uscita da una giovinezza che vide poi sorgere in Italia altri giorni duri, terribili.

Ted vide morire uccisi due fratelli, John nel 1963 e Robert nel 1968. Ma soprattutto il 12 luglio 1969 vide morire quella ragazza, Mary Jo Kopechne, che era in auto con lui. E con lui era finita in acqua giù dal ponte di Chappaquiddick. Ted chiamò la polizia il mattino dopo. Non appena uscito dalla vettura.

Ted_kennedy_obama01g

Ted Kennedy è stato un grande sostenitore di Obama. Soprattutto per la drammatica questione della sanità.

"Negli anni '70", ha raccontato suo figlio Patrick, "accompagnai mio padre negli angoli più poveri dell'America per ascoltare chi soffriva e non poteva permettersi cure adeguate. Sono storie che nessuno di noi ha ancora dimenticato e che ancora affliggono il vecchio cuore di mio padre".

Resta il dolore che l'America di Obama abbia ancora situazioni simili a quelle denunciate dalle parole di Patrick.
Sarebbe bello che qualcuno esperto del mondo americano ci spiegasse in poche parole se anche Ted Kennedy ed il suo entourage politico in questi anni hanno fatto tutto il possibile per risolvere quei problemi dell'assistenza sanitaria con cui deve fare i conti Obama in questi mesi.

Adesso la nostra speranza di chiama Obama. Non perché è giovane ed "abbronzato", ma perché è partito con progetti di riforma sociale che ogni giorno negli Usa incontrano sempre più ostacoli.

[26.08.2009, anno IV, post n. 245 (965), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 26/08/2009 à 15:43
Par antoniomontanari
Obama_bernanke

Obama conferma Bernanke alla guida della Federal Reserve. Questo il fatto che diventa la notizia del giorno nei titoli di stamane su "Corrierone" e "Repubblica". Ma la notizia vera è un'altra. Il quotidiano di via Solferino la mette soltanto nell'occhiello di pagina 11, "«Ripresa lontana», esplode il deficit Usa". (Le virgolette di «Ripresa lontana» si capiscono da quanto trascriviamo qui sotto.)

"Repubblica" addirittura rovescia la notizia in prima: "Gli Usa vedono la ripresa". E poi la nasconde nel solo testo di Federico Rampini, a pag. 13: la conferma di Bernanke è "una notizia molto attesa, gradita ai mercati. Nello stesso giorno però le proiezioni sul deficit pubblico americano peggiorano pesantemente (da sette a novemila miliardi di dollari in un decennio) e mettono Bernanke di fronte a un nuovo dilemma": ritirare o mantenere le misure eccezionali introdotte per evitare il collasso dei mercati?

[26.08.2009, anno IV, post n. 244 (964), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 25/08/2009 à 16:10
Par antoniomontanari
Altan_24_08_2009

Ellekappa_25_08_2009


Da "Repubblica" di ieri (Altan) e di oggi (ElleKappa).

Publié le 24/08/2009 à 17:10
Par antoniomontanari
Blog_240809_stampa

Il "Corrierone" è sempre più da ammirare per i fondi di illustri autori che girano attorno ai temi con la stessa tecnica dei prestigiatori. "A noi gli occhi". Così essi cercano incantare il lettore con l'eleganza del loro stile, la raffinatezza di sofisticati argomenti, ed una prosa che l'andante con moto non sa nemmeno dove stia di casa.

E' un ritorno all'antico, sembrano più che mai attuali gli editoriali di Mario Missiroli di quanti decenni fa non sappiamo. Quando il lettore era preso per mano, condotto in giro per i giardini dell'ortodossia aristotelica, e poi sbarcato mezzo ebbro dalla giostra su cui era stato fatto salire, per inneggiare alla grandezza dell'autore del pezzo, del giornale che dirigeva, e delle attenzioni che la Grande Borghesia Lombarda si prendeva per tenere ben salde in pugno le mirabili sorte e progressive del Paese.

Stamani Michele Salvati, un padre nobile dell'Ulivo, ha aperto il suo cuore al lettore ponendogli un problema e due domande. Il problema, se abbiamo ben compreso, è: esiste in Italia la possibilità teorica di un bipolarismo decente? Le domande: lo scontro fra destra e sinistra dipende dalla linea berlusconiana? Oppure resterebbe anche senza Berlusconi alla guida della destra?

Salvati ovviamente non poteva trascurare di citare il "nostro Paese di guelfi e ghibellini". La nostra opinione non vale nulla, ma tuttavia la ribadiamo, avendola già espressa qualche giorno fa: in Italia, la commedia dei guelfi e dei ghibellini è sempre stata recitata con la massima attenzione a non danneggiare nessuno delle stanze alte del potere. Ovvero nel menu politico, la torta da spartire fra amici e nemici non è mai mancata.

A parte ciò, e soprattutto per spiegare il nostro titolo, anche Michele Salvati dimostra con questo fondo del "Corrierone" di appartenere alla fitta schiera degli idealisti seguaci di Kant. Per i quali non valgono le cose, ma soltanto le categorie che preesistono alle cose. Per cui la pastasciutta resta pastasciutta anche nella sua finale trasformazione in uscita agli antipodi della bocca in cui è entrata.

[23.08.2009, anno IV, post n. 243 (963), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Ma photo
il Rimino
Trafic
Noter ce blog :
1 5
823 connectés
55319 visiteurs
Ce blog est classé 2685ème
Score de ce blog : 4,69
Mes catégories
Mon calendrier
< Nov. 2009  
L M M J V S D
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30