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Publié le 29/10/2009 à 16:12
Par antoniomontanari
Picchiato dal Principe, Bertoldo è scambiato per un istigatore contro il tiranno, ed è mandato a processo



Pover Bertoldo: tutto ammaccato, svergognato, vilipeso, col sangue che grondava dal naso, e gli occhi gonfi perché i piedi del Principe sono grandi, enormi, per poter arrivare in ogni dove.

E mentre Bertoldo corre a nascondersi per proteggersi dalla furia dei cani che i servitori del Principe avrebbero potuto lanciare contro di lui per farne ragù da servire alle ancelle convocate per le feste danzanti, ecco un grido in crescendo: «Beertoldoo, impicatelo!".

La soavissima ed augusta voce del Principe, partita sommessa sul nome del povero Bertoldo, a cui dedicava una storpiatura non degna delle proprie auguste corde vocali, aumentava di tono e di rabbia nell'impartire l'ordine. Per cui ne usciva un modesto "impicatelo", quasi fosse stato un pover uomo chiunque a proferir parola.

I cortigiani, frastornati dal perenne inchino a cui li costringe la devozione verso il capo e padrone delle loro fortune, credono che a gridare sia Bertoldo contro il Principe, quasi volesse il maledetto eccitare la plebe ignorante a colpire il tiranno.

Ed allora le guardie rincorrono Bertoldo, lo ammanettano e lo portano dinanzi al Principe che ordina: "Domani sarai giudicato per aver istigato questo Popolo, tanto da me amato, a colpirmi e a farmi cacciare dalla Poltrona su cui lo stesso popolo mi ha fatto salire".

Bertoldo stava chinato perché ormai privo di forza. Impossibilitato a parlare dalle tumefazioni al viso. Il Principe come al solito equivocò: "Apprezzo il tuo inchino, è un pentimento sincero, non ti farò giudicare dai soliti giudici comunisti, ma da quelli soltanto socialisti come me".

(2 - continua)
(Alla prima puntata: "Bertoldo e il Principe")

[29.10.2009, anno IV, post n. 314 (1034), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 28/10/2009 à 17:13
Par antoniomontanari
"Pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi..."



Bertoldo s'inchinò al principe. Che lo interrogò subito, come da contratto di lavoro.

"Come sono i giudici?"
"Tutti comunisti", rispose Bertoldo.

"Come sono gli spettatori dei programmi tv che criticano il principe?".
"Sono delle persone ignobili, che non amano la Patria, l'Onore ed il Rispetto delle Solenni Regole Democratiche su cui si basa la vita del Principato".

"E com'è questo Principato, savio Bertoldo?"
"Questo Principato, savissimo e soavissimo Principe, è il migliore dei mondi possibili che ci potesse essere assegnato in sorte".

"E tutti, amatissimo Bertoldo, nel mio Principato la pensano come te?".
"Tutti, veneratissimo Principe, la vorrebbero pensare come me, ma non possono, perché in segno di rispetto la pensano come Voi, dono del Cielo solenne alla Terra miserrima. E pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi".

"Oh, perché mai i miei sudditi ridono pur pensandola come me?"
"Perché, Voi Eccellentissimo Principe, ormai ripetete le stesse cose da molti lustri. Per cui il Popolo Vostro nella ignoranza che segna ogni popolo ovunque e comunque, sa già prima che parliate che cosa direte, ed allora quando voi fate comizio il popolo irriguardoso (lo dico senza maiuscola, notate Eccellentissmo), quel popolo infingardo e sciocco vi anticipa le battute, come quando si sente una canzonetta ripetuta mille volte".

Fu a quel punto che al Principe scappò un calcio alla faccia di Bertoldo. Il quale ammutolito sorrise, anche se pestato: "Voi onnipotente potete cambiare i miei poveri connotati, ma non la verità delle cose". E corse a nascondersi.

[28.10.2009, anno IV, post n. 313 (1033), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 26/10/2009 à 15:32
Par antoniomontanari
Chi aiuta, "Chi" tace: favori tra Berlusconi e Marrazzo, a danno del Pd



Berlusconi avvisa Marrazzo che "Chi" della Mondadori (leggi, Marina Berlusconi) non pubblicherà foto dal filmato al centro dello scandalo sessuale che vede coinvolto lo stesso Marrazzo.

Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi", ovviamente non è il Berlusconi che siede a palazzo Chigi. Si tratta di banale omonimia.

Altrimenti sarebbe un tragico gioco della parti. Fatto per dimostrare che, se alla vigilia delle primarie, certa robaccia non è finita sui giornali, lo si deve all'illuminato imprenditore.

Immaginiamo il futuro scenario. Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi" può spingere subdolamente il Berlusconi che siede a palazzo Chigi a chiedere trattamenti di favore da parte dello stesso Pd, in nome della mancata pubblicazione delle foto scandalose di Marrazzo. Gioco delle parti, direbbe quel Luigi Pirandello a cui abbiamo chiesto in prestito il titolo di una sua opera per il nostro titolo...

[26.10.2009, anno IV, post n. 311 (1031), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 26/10/2009 à 14:32
Par antoniomontanari
Feltri lo ripropone. Per far dimenticare gli attacchi a Berlusconi



Vittorio Feltri appare in uno spot annunciando il regalo ai lettori del suo "Giornale" delle prime pagine di quando era direttore Indro Montanelli.

Non si tratta di una semplice operazione pubblicitaria. Né di un amarcord personale. Nel 1994, alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, Montanelli aveva lasciato la direzione del "Giornale". Sostituito proprio da Feltri.

Poi Montanelli aveva fondato "La Voce". Chiusa l'anno dopo. "Per Montanelli si è dissolto un sogno: capita a tutti", fu il commento di Enzo Biagi (p. 423 del suo "Io c'ero" curato da Loris Mazzetti).

Montanelli successivamente non è stato tenero con l'ex padrone Berlusconi. Lo ha definito (25 marzo 2001) persona affetta da "allergia alla verità", e da "voluttuaria e voluttuosa propensione alla menzogna" che riesce a pronunciare con assoluta "naturalezza".

L'operazione Feltri cerca di recuperare al premier una simpatia postuma del grande giornalista.
Un'operazione commerciale, molto da prestigiatore. Per far dimenticare agli italiani quello che Montanelli aveva scritto contro il padrone de "il Giornale". Un'operazione un po' pesante, nel suo intento.

[26.10.2009, anno IV, post n. 310 (1030), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 24/10/2009 à 17:16
Par antoniomontanari
Caso Marrazzo, politicamente molto diverso dalla vicenda delle escort di Berlusconi. Inviate per far fare affari



Il tg di Emilio Fede ieri sera per voce del suo direttore ha montato il caso Marrazzo come se tutta la sinistra fosse avvezza a frequentare trans. E per rivendicare il diritto al rispetto delle cose privare del presidente del Consiglio.

Di oggi è la notizia dell'autosospensione di Marrazzo che ammette "debolezze private". Il caso Berlusconi è molto diverso. C'è stata gente che gli ha portato donne per lucrare affari. Non diciamo altro, in attesa di esiti giudiziari.

Non è una questione di preferenze sessuali. E' in ballo la correttezza della gestione dello Stato.

Per Fede non c'è speranza che comprenda che cos'è il giornalismo. Non è il tappettino su cui far camminare il suo premier-datore di lavoro.

[24.10.2009, anno IV, post n. 308 (1028), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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