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Publié le 03/10/2009 à 17:05
Par antoniomontanari
Chi ha voluto incastrare Ravaioli, primario ospedaliero e primo cittadino di Rimini?

Blog_ravaioli



Inchiesta a Bologna, false ricette, sei arresti, 49 indagati, reati ipotizzati dall'associazione a delinquere alla corruzione: in due anni e mezzo, guadagni illeciti per un milione e 200 mila euro. Coinvolti otto medici  dell'Ospedale civile della mia città, Rimini, fra cui un primario che è pure sindaco, Alberto Ravaioli (foto newsrimini.it).

Ieri pomeriggio Ravaioli si è dichiarato "completamente estraneo" alla vicenda: "Mi giungono confuse notizie su presunte truffe all'interno della Sanità, dalle quali mi dicono gli organi d'informazione trapelerebbe anche il mio nome. Non ho al riguardo nulla da nascondere, né ho mai violato le leggi e l'etica professionale. Dunque mi dichiaro completamente estraneo alla vicenda".

E poi si è appreso da fonti di stampa che egli sarebbe coinvolto per aver firmato "poche" tra quelle ricette utilizzate nel raggiro al Sistema sanitario nazionale, mediante indebiti rimborsi per farmaci costosissimi.

Beh, che uno si sporchi le mani con "poche" false ricette per ricavarne al massimo in regalo un lucchetto per la bicicletta, è una di quelle notizie che fanno ridere e spingono a sospettare subito un tranello ai danni del sindaco Ravaioli.

Se le ricette fossero state centinaia, la sospensione di giudizio sarebbe stata necessaria. Ma quella indicazione di "poche" ricette dà la certezza matematica che Ravaioli è estraneo ad ogni truffa. E soprattutto induce a credere che qualcuno lo abbia voluto coinvolgere in questa vicenda.

Chissà quante carte firma in ospedale ogni giorno un primario, ed infilargli fra esse in vari momenti alcune ricette false può essere stato un giochetto da ragazzi.

Quindi, auguri al sindaco e soprattutto auguri alla città: perché una cosa è la discussione politica senza timori reverenziali, ed un'altra è una trappola.

[03.10.2009, anno IV, post n. 284 (1004), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 03/10/2009 à 16:05
Par antoniomontanari
Questo il sogno di tanti sostenitori e cortigiani di Berlusconi


Blog_fede




Berlusconi si illude di essere il re d'Italia grazie ad applausi finti o a pagamento, gesti ridicoli affidati a persone che prima o poi lo abbandoneranno. Come sempre succede nella Storia.

L'Italia di Berlusconi ha il suo oracolo in Emilio Fede che si affanna a deridere gli infedeli. Mentre masse di avvocati urlano in tv, minacciano arresti di massa, tramano nell'ombra della Rai contro Tizio e contro Caio.

Lo stesso premier sentenzia contro una signora che si è portato a cena, che ha commesso reati che comportano pene (scusate la parola inopportuna) per tre o quattro lustri.

L'Italia di Berlusconi ha pure la sua polizia personale e non segreta che, alla stessa signora della cena, rivolge  in tv l'interrogatorio: ma lei come vive, quanto guadagna, come si mantiene, etc.
Il bello è che quell'interrogatorio è condotto da un direttore di giornale a nome di un premier che, alle domande di un altro giornale, non ha voluto rispondere.

Se tace lui sulle sue cose, il cavaliere vorrebbe che tutta l'Italia dissidente tacesse sulle cose di tutti, che non sono "cosa nostra" in quel senso lì, ma cosa di tutti per principio democratico.

Se re Silvio vuole che siamo liberi soltanto di tacere, sappia che è una pretesa un po' troppo esagerata.
Se lo faccia spiegare da Emilio Fede un protagonista del miglior giornalismo televisivo, che ne ha viste di tutti i colori in virtù del fatto che suo suocero era un protagonista della vita politica al tempo dei suoi esordi in Rai.

Oggi pomeriggio Fede ha fatto da controaltare televisivo alla manifestazione romana dei giornalisti per la libertà di stampa. Si è detto d'accordo con un interlocutore comunista e con uno liberale, ha deriso un po' tutti, ha fatto intervistare la "gente" per dimostrare che in Italia di libertà di stampa ce n'è sin troppa.

Fede, diventato importante, ha abbandonato il nido politico delle origini. Stasera ha ricordato di essere stato cacciato da De Mita. Poteva anche dire da chi era stato assunto.

[03.10.2009, anno IV, post n. 283 (1003), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 01/10/2009 à 16:31
Par antoniomontanari
Caso Clerici? No, parliamo del "consenso disinformato", e del "conflitto d'interessi" mai risolto


Blog_tutti_pazzi



Antonella Clerici, conduttrice di "Tutti pazzi per la tele", ha avuto la sorpresa di veder cancellato il suo programma. Tutta colpa del titolo, immaginiamo, non della conduttrice.

Quel "Tutti pazzi" applicato al mezzo televisivo, appare molto, troppo riduttivo. Qui sono "tutti" pazzi per colpa della tele, ovviamente, che ha dato a Bruno Vespa la licenza di Terza Camera della Politica italiana.

Blog_tv_vespa_berl



Chi oggi è al governo, quello vero, del Paese ha compreso da tempo l'importanza della tv, non soltanto perché vi fa affari, ma perché oggi essa è quello che Mussolini diceva del Cinema, definito "la più potente arma del regime". Ovviamente, e lo diciamo per gli stitici di comprendonio, oggi non siamo in un regime. Per il momento. Ma la tv è usata da chi governa, "contro" tutti gli altri, e quindi contro la stessa concezione della vita democratica.

La Rai fa pietà. Ho visto soltanto qualche scena di "Da Nord a Sud", l'altro programma orfano di ascolti: non c'è ritmo, i testi sono prolissi, la recitazione appassionatamente sotto le righe... Ma programmisti ed autori della Rai, andate a vedere come Mediaset fa lavorare Ricci...

Il servizio pubblico fa pietà, tra notizie non date, incartate in incomprensibili tornanti dialettici, ed omissioni per salvaguardare l'onore del politico di turno che comanda. E che ora ha anche le sue reti sul mercato. Lo chiamavano conflitto di interessi, ma la sinistra non se ne è mai occupata. Berlusconi dovrebbe accenderle un cero, altro che prenderla in giro od offenderla nel migliore dei casi.

"Tutti pazzi nella Rai" potrebbe essere l'autobiografia non soltanto di un'azienda ma di un'intera classe dirigente che, nel quieto vivere degli scambi non di coppie ma di favori, ha condotto questo Paese al trionfo del consenso disinformato.


[01.10.2009, anno IV, post n. 281 (1001), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 01/10/2009 à 15:32
Par antoniomontanari
Un riminese medico cooperante a Pechino con la moglie

Blog_pechino_cecchi




Tre italiani alla parata per i 60 anni della Cina popolare. E' un titolo del "CorSera" di stamani, grazie al quale ritrovo un vecchio amico d'infanzia.

L'articolo annuncia che uno dei tre connazionali invitati alla festa di Pechino è un mio concittadino, il medico Pierluigi Cecchi, 65 anni, che da dieci vive con la moglie Rosalba in Cina.

Per la cooperazione sanitaria avviata con l'Italia, Cecchi ha ricevuto nel 2007 dal sindaco di Pechino il premio "Grande Muraglia".

Auguri e complimenti, Pierluigi, se qualcuno ti fa sapere di queste poche righe.

[01.10.2009, anno IV, post n. 280 (1000), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 30/09/2009 à 16:25
Par antoniomontanari
Tra i due litiganti il terzo gode. Un bersaniano "gioca" per il cavaliere

Bersafrance




Vicenda molto antipatica, appare quel balletto che vede da una parte il coordinatore nazionale bersaniano sfiduciare Franceschini dopo i risultati delle votazioni nei circoli del Pd, e dall'altra Rutelli annunciare un'uscita dal partito con la sicurezza di chi fa l'oroscopo al passato.

Le votazioni dei circoli, non sono i risultati delle primarie prossime venture. Anzi, i giochi sono tutti da fare. Il coordinatore è stato smentito dal suo coordinato. Bersani ha garantito a Franceschini "piena collaborazione".

Ma si sa come vanno queste cose. Una cosa è il galateo che obbliga all'uso di formule di cortesia. Un'altra è la dura legge della giungla in cui sono da sempre costretti a vivere i nostri partiti.

Farsi i dispetti qui ed adesso, nel contesto drammatico in cui si trova la società italiana con questo governo, è un delitto.

Ieri Anthony Giddens terminava un editoriale su "Repubblica" prospettando per il centro-sinistra la ricerca "di un nuovo pensiero politico" e "la capacità di unire tutte le sue forze, mettendo fine alle divisioni tra moderati e radicali".

Invece sembra che l'unica "uscita di sicurezza" per i nostri eroi del Pd sia una comica corsa al centro già affollato da troppi concorrenti.
Casini è un pezzo che vi ha piantato la sua tenda. Se vi arriva Rutelli farà da chierichetto al celebrante investito da Santa Madre Chiesa. A maggior gloria di un centro-destra che non sa cosa vuole e non sa dove andare, come dimostra lo "scontro" di Fini con Bossi e Berlusconi. Ma che trova tutte le strade libere per proseguire la sua corsa grazie all'inettitudine dell'opposizione. Per ora Berlusconi può scherzare ringraziando Santoro ("Mi porta voti"). Sarebbe molto triste se sul serio il Pd nel suo travaglio alla ricerca di identità, favorisse nei prossimi mesi l'attuale capo del governo.

Si comincia scherzando e si finisce tremando. Ora il cavaliere la prende allegramente. Domani il Pd potrebbe recitare un triste ed amaro mea culpa. Ovvero la vecchia storiella che tra i due litiganti il terzo gode.

Fonte foto: www.unita.it.

[30.09.2009, anno IV, post n. 279 (999), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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