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Publié le 24/09/2009 à 17:06
Par antoniomontanari
Per problemi tecnici non dovuti al sottoscritto non ho potuto aggiornare sempre questo blog. Consultare questo indice.
Publié le 20/09/2009 à 16:20
Par antoniomontanari
Muratore laureato, 49 anni, suicida. Non avrà onori di Stato, il morto ammazzato dalla crisi 

Blog_lavoro




Ucciso dalla crisi. Ma si dice correttamente: "suicida". Aveva 49 anni, era un muratore laureato in matematica e fisica di Sora (Frosinone). Era rimasto da domani senza lavoro, con moglie e due figli a carico. Non avrà onori di Stato ai suoi funerali.

La notizia prendetela dal lato che volete. La storia insegna che nel 1929 in America molti furono i casi come i suoi.

Blog_brunetta



La cronaca contemporanea registra un parallelismo che spaventa. Quell'uomo si uccide, e la notizia non gira molto. Al contrario delle frasi di un ministro che manda a morire ammazzati i suoi oppositori politici. Aggiungendo di volere "un'Italia gentile".

Scandalo nello scandalo, un ragionamento che dovrebbe riguardare lo Stato stesso, ed i suoi ministri. Questo Stato investe capitale per far laureare una persona in matematica e fisica, e poi la costringe a fare il muratore per sopravvivere a 49 anni.

Anche lui aveva scelto la sua strada dell'onore e della volontà. Non si chiamava fare la guerra, sognare di morire combattendo (come ci hanno spiegato in tv), ma soltanto fare scuola. Poi ha fatto case. Neanche quello gli hanno più permesso. Rimasto senza lavoro, si è sparato.

Non avrà funerali di Stato. Non ci saranno onoranze solenni con discorsi aulici, retorici, equilibrati perché ne va di mezzo anche la politica estera. Lo dimenticheranno presto, anzi lo hanno già dimenticato. Una storia, la sua, che non ha trovato ascolto. Una storia scomoda. Ma proprio per questo non da dimenticare.

[20.09.2009, anno IV, post n. 267 (987), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 19/09/2009 à 16:40
Par antoniomontanari
Sono famosi e vincono la gara. Ma chissenefrega. La rivoluzione dei blog c'è stata, a dispetto di chi non ci crede



Internetriotta

Solo chi è già famoso sta in vetta alle classifiche dei blogger. La conclusione di Davide Frattini, in una nota apparsa sul "CorSera" di oggi, conferma che mai nulla di nuovo c'è sotto il sole.

Frattini rimanda ad una testata americana che si è chiesta se davvero si sia realizzata sul web la "democratizzazione" preannunciata.

Da vecchio inutile cronista (che mai si è illuso sul fatto che il potere lo mantiene saldamente chi lo ha, senza spartirlo con nessun altro che venga "da fuori"), ritengo che anche l'ultimo in classifica il quale possa esprimere liberamente un'opinione senza controlli superiori o censure preventive, è già un fatto concreto di democrazia.

Per cui sono ottimista. Il resto appartiene ai giochi economici. Più una testata è cliccata, ci hanno insegnato, più raccoglie pubblicità.

A chi scrive da vecchio inutile cronista, basta sapere che qualcuno non gli dà del fesso, in mezzo a tanti che s'agitano per primeggiare.

Frattini conclude: "Tanti parlano e pochi hanno la possibilità di farsi sentire". Il bello del web, è tutto in quel "tanti parlano". Senza blog, quanti di noi avrebbero potuto parlare?

[19.09.2009, anno IV, post n. 266 (986), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 19/09/2009 à 15:39
Par antoniomontanari
L'indice del Pil non serve a nulla, ma resta un idolo dei politici

Mine3




Spiega Luciano Gallino: "Sui limiti del Pil si discute da decenni". E ciononostante "quasi tutti i tentativi di mandare il Pil in soffitta non hanno finora avuto buon esito".

Esiste, aggiunge Gallino (su "Repubblica" di oggi) anche l'Isu, Indice di Sviluppo Umano. Ma non è mai stato preso in considerazione "nella predisposizione di concrete politiche pubbliche".

Dalla Francia arriva la proposta di Sarkozy di valutare "la misura delle prestazioni economiche e il progresso sociale" al posto del Pil.

Non sappiamo quando e come la proposta francese avrà uno sbocco. Per l'Italia possiamo constatare tristemente soltanto che nessuno ha imparato la lezione di Robert Kennedy (1968), citata da Gallino: a fare il dato del Pil concorrono anche le armi vendute e "i programmi televisivi che glorificano la violenza allo scopo di vendere giocattoli ai nostri figli".

Le mine italiane Tc6 sono quelle che i talebani preferiscono, s'è letto anche in questi giorni. Qualche esperto è in grado di indicarci quale incidenza quella che una volta si chiamava l'industria delle armi ha sul Pil nazionale? Perché vendiamo queste mine? E "come"? Speriamo che nessun fantasioso ministro confermi che anche quelle mine servono al nostro Pil.

Fonte foto, it.peacereporter.net

[19.09.2009, anno IV, post n. 265 (985), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 17/09/2009 à 17:04
Par antoniomontanari
Altro che America maleducata. Da noi è farabutto chi dissente. Ma "il Giornale" conforta: parola senza il veleno dell'opposizione

B_lodo_alfano


America maleducata, è il rimprovero che fa Obama agli States. Non si riferisce soltanto a quella frase rivoltagli dal repubblicano Joe Wilson nell'aula del Congresso: "Obama, bugiardo!".

B_091009_wilson

Se Obama sapesse quello che succede in Italia, altro che Paese maleducato ci definirebbe! Il capo del governo infatti dà dei "farabutti" agli oppositori. Ha sostituito l'argomentazione dialettica con l'offesa diretta.

Tutti gli uomini del capo del governo sono stati mobilitati a smobilitare l'accusa: "Farabutto è attributo che riverbera assenza di acredine, di odio - velenosi sentimenti dei quali si nutre invece l’antiberlusconismo - nell’animo di Berlusconi (…). Farabutto lo si dà anche con benevolenza (…) e in certi casi con un sentore di ammirazione (…). Insomma, anche stavolta Silvio Berlusconi l’ha imbroccata". Firmato Paolo Granzotto, ne "il Giornale" di Milano e di Paolo Berlusconi.

Dove l'omelia feriale contiene anche questo passaggio: "E quando Berlusconi dice che ci sono troppi farabutti in politica, stampa e tv egli sa quel che dice (e se è per questo lo sappiamo bene anche noi che in quegli àmbiti la concentrazione di farabuttaggine ha superato il livello di guardia). Quel che s’intende sottolineare è che la scelta dell’attributo riverbera l’assenza di acredine, di odio - velenosi sentimenti dei quali si nutre invece l’antiberlusconismo - nell’animo di Berlusconi".

Insomma dobbiamo stare tutti tranquilli. Bisogna farlo sapere ad Obama e cercare che non gli traducano "farabutto" come offesa ai dissidenti.

Dobbiamo stare tranquilli anche per un altro piccolo fatto. L'Avvocatura dello Stato ha difeso il "lodo Alfano" come necessario alla tranquillità dell'Italia, che nel caso di un pronunciamento contrario alla legge dovrebbe sopportare "danni in gran parte irreparabili".

Dunque, anche l'Avvocatura dello Stato si è mossa per il bene dello Stato stesso. Per puro caso ne beneficerebbe Berlusconi. Il quale oggi è colpito, dice la stessa Avvocatura, dalla "disfunzione del sistema per un certo modo in cui oggi operano i media".

Insomma, occorre tutelare lo Stato, che nel caso specifico è Lui, Berlusconi, il cavaliere coraggioso costretto ogni giorno ad affrontare quei cattivoni del "sistema in cui oggi operano i media". Cattivoni? Pardon, farabutti.

[17.09.2009, anno IV, post n. 264 (984), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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