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Publié le 29/09/2009 à 16:05
Par antoniomontanari
Sembrano le camerate di "Amarcord" o le compagne di "Don Camillo". Chiuse al libero arbitrio


Fiorella




Non le indossano realmente. Sono un loro abito mentale. Le fedelissime di Berlusconi le esibiscono con orgoglio, le camicette azzurre. Che le costringono come certi busti delle caricature sulla moda ottocentesca. Una specie di camicette "di forza" (Italia), per evitare ogni deragliamento dal verbo del cavaliere.

La biancheria del Popolo della Libertà non è fatto soltanto di oggetti del desiderio sessuale.
Quelli li usano fanciulle che, parole loro, si offrono una prospettiva ancorata al bivio amletico fra politica e spettacolo. Questo o quella per lor pari sono.
Consapevoli, le poverine, che qualcuna prima di loro ha dato prova di eccellere nel corpo a corpo televisivo, mostrando le proprie grazie, per salire infine su qualche poltrona pubblica.

Le camicette azzurre obbligano chi le ha accettate come correttivo del proprio (ed altrui) pensiero, a credere che soltanto "lui" non sbaglia mai. E che gli altri è inutile che parlino, tanto sono nell'errore.

Non credono ai dati di fatto. Fingono di non sapere che è stata la moglie del capo a denunciare in pubblico le di lui frequentazioni di minorenni e la di lui "malattia".

Le "camicette azzurre" fondano club in onore del loro idolo politico.
Passi per quel "Meno male che Silvio c'è" (titolo di un inno composto in suo onore).
Ma quel "Silvio ci manchi" è qualcosa che, se il loro leader fosse nato non nell'operosa Lombardia ma nello scaramantico Sud d'Italia, porterebbe a ripetuti toccamenti contro la jella che il titolo del circolo potrebbe far temere.

Settantuno anni fa l'ambasciatore inglese a Roma riferiva al suo governo che il capo dello Stato italiano era stato colpito da un "fortissimo esaurimento fisico" per colpa della signora Claretta Petacci.
Mussolini, aggiungeva l'ambasciatore qualche mese dopo, era stato costretto a cambiare amante, aveva ora una "placida tedesca", "meno eccitante" della Petacci.
Chi aveva operato la sostituzione, secondo il diplomatico britannico, era stato "il Vaticano". (Ne ha parlato domenica 27 settembre Filippo Ceccarelli su "Repubblica").

Ma anche la "placida tedesca" ha i suoi effetti negativi se un rapporto del 6 ottobre 1939 parla di "durissima prova" a cui Mussolini è stato sottoposto sia da lei sia dalla Petacci. L'Europa è già in guerra da un mese.

Il bello delle "camicette azzurre" è che non si rendono conto di quale e quanto sputtanamento abbiano provocato all'Italia non alcune notizie segrete come quelle su cui si basa il diplomatico inglese inventando un ruolo del Vaticano per procurare amanti a Mussolini. Ma pubbliche informazioni che dalle "camicette azzurre" sono qualificate gossip, mentre sono semplice conseguenza di una denuncia (altrettanto pubblica) della moglie del premier italiano.
A cui i cronisti "legati" al marito, hanno risposto con un "Senti chi parla, te che mostravi le tette sul palcoscenico". Con tanto di foto per documentare che si dicevano cose vere.

Gad Lerner, ieri mattina su "Repubblica" e ieri sera in tv a "L'infedele" su "La7", si è chiesto se questa Italia del 2009, che Berlusconi presume di incarnare, sia dominata dalla "cultura ereditata dall'Italia delle case chiuse degli anni Cinquanta".

Le "camicette azzurre" ospiti di Lerner iersera sono state rispettose del copione che dovevano recitare. Tanto di cappello.
Ma, signore mie, che fatica dovete aver compiuto in tutti questi mesi od anni per rinunciare al libero arbitrio ed assumere quel ghigno alla Ghedini pieno di "gran dispitto" verso chi non la pensa come vuole il capo. Anzi, il Capo.

Se volete vedervi allo specchio, ci sono certe scene di "Amarcord" con le ispettrici del fascio che sembra essere non la vostra caricatura ma il vostro autoritratto. O certi passi del "Don Camillo" di Guareschi con le compagne del Pci, formatesi alla scuola di Mosca, che sembrano vostre sorelle. Non è un gran risultato per il "Partito della Libertà".

Niente di strano, anche la dittatura comunista della Germania orientale si riteneva democratica.
Auguri, "camicette azzurre", che la vostra strada per arrivare alla scoperta del "vero" sia molto più breve e veloce.

E se amate davvero la Politica, mandate a quel paese (con doverosa ineleganza maschile), le fanciulle che sono afflitte, frequentando il vostro signore, dall'atroce dubbio: se a loro si confaccia più lo spettacolo senza veli od un seggio in parlamento senza capo né coda.

La foto ritrae la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci Rubino, nata a Latina il 18 giugno 1965, fonte: Excite.

[29.09.2009, anno IV, post n. 278 (998), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 28/09/2009 à 17:04
Par antoniomontanari
Discoteche, alcol un'ora in più. Con quale logica?

Blo_alcol_280909



Anticipazione del "CorSera" di oggi: "L'alcol nelle discoteche, si potrà bere un'ora in più". Lo stop alle vendite sarà portato dalle 2 alle 3 di notte.
"Il nuovo compromesso" potrà diventar legge entro breve tempo, spiega Lorenzo Salvia.

Il provvedimento appare così irrazionale che non aggiungiamo nessun commento. Ci permettiamo soltanto una domanda, partendo dai dati forniti dal quotidiano di via Solferino.

Si potrà bere di più forse perché gli incidenti ed i relativi decessi sono in calo? "Soltanto" 942 morti sulle strade dall'inizio dell'anno (meno 220)
nei fine settimana. Fra cui 345 giovani sotto i 30 anni (meno 92) nei 35.134 incidenti (meno 10,6%) sempre e soltanto di fine settimana.


Fonte foto: media.panorama.it.

[28.09.2009, anno IV, post n. 277 (997), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 25/09/2009 à 16:53
Par antoniomontanari
Da Pittsburg, la ripresa non porterà occupazione


Lavoro_precario



Il modello italiano funziona, abbiamo meno lavoro, avremo ancora più disoccupati, ma le cose vanno bene. Parola di Silvio Berlusconi da Pittsburg, dove i Grandi discutono del futuro del mondo.

Lucia Annunziata sulla "Stampa" di oggi riporta queste parole di Obama: "Il settore finanziario preferisce la ricchezza al lavoro, pratica l’egoismo invece che il sacrifico, e l’avarizia invece della responsabilità".
Lucia Annunziata spiega che la mossa di Obama è "anche una mossa propagandistica mirata al sostegno di un settore elettorale per lui decisivo: la classe operaia. Il voto operaio in America è tendenzialmente democratico, ma esposto a oscillazioni".

Se si possono paragonare le dichiarazioni del premier italiano e del presidente degli Usa, si constata che, propaganda per propaganda (come succede sempre e comunque in politica), Obama è più razionale: perché guarda alle cose, ai fatti, ai problemi.

Federico Rampini osserva oggi su "Repubblica" che l'occupazione "è il dramma del momento, e lo resterà chissà per quanto tempo ancora". La ripresa che verrà "non porterà con sé creazione di lavoro".

Gli esperti possono girare la frittata come vogliono. I leader politici pure. Resta soltanto un fatto: che la disoccupazione crea miseria e mille altri problemi.

Blog_obama_berl



Dire che nessuno sarà lasciato indietro, come fa Berlusconi con i suoi ministri, significa usare uno slogan che non tiene conto del costo degli aiuti a chi ha bisogno. Chi li pagherà? Gli evasori fiscali?

La crisi italiana sarà aggravata da altri fattori tutti nostri. Dalla minaccia del federalismo fiscale ai voli pindarici della Lega che ha rappresentato politicamente sino alla crisi il modello dell'esportazione delle attività industriali nei Paesi dell'Est, a basso salario e ad alto profitto.

Nel momento in cui globalizzazione e povertà dei Paesi del Terzo Mondo impongono un occhio attento ai problemi generali dei rapporti fra gli Stati, l'Italia ha dovuto registrare come grande tema quello del culto dei dialetti e dei sentimenti particolaristici, proposto sempre dalla Lega. Che, anche nei rapporti con la Chiesa, è diventata una specie di ago della bilancia negli equilibri governativi. Dove possiamo pretendere di arrivare con questa politica, con questi politici?

La foto in alto è dal sito www.infoaut.org.

[25.09.2009, anno IV, post n. 274 (994), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Publié le 24/09/2009 à 17:06
Par antoniomontanari
Per problemi tecnici non dovuti al sottoscritto non ho potuto aggiornare sempre questo blog. Consultare questo indice.
Publié le 20/09/2009 à 16:20
Par antoniomontanari
Muratore laureato, 49 anni, suicida. Non avrà onori di Stato, il morto ammazzato dalla crisi 

Blog_lavoro




Ucciso dalla crisi. Ma si dice correttamente: "suicida". Aveva 49 anni, era un muratore laureato in matematica e fisica di Sora (Frosinone). Era rimasto da domani senza lavoro, con moglie e due figli a carico. Non avrà onori di Stato ai suoi funerali.

La notizia prendetela dal lato che volete. La storia insegna che nel 1929 in America molti furono i casi come i suoi.

Blog_brunetta



La cronaca contemporanea registra un parallelismo che spaventa. Quell'uomo si uccide, e la notizia non gira molto. Al contrario delle frasi di un ministro che manda a morire ammazzati i suoi oppositori politici. Aggiungendo di volere "un'Italia gentile".

Scandalo nello scandalo, un ragionamento che dovrebbe riguardare lo Stato stesso, ed i suoi ministri. Questo Stato investe capitale per far laureare una persona in matematica e fisica, e poi la costringe a fare il muratore per sopravvivere a 49 anni.

Anche lui aveva scelto la sua strada dell'onore e della volontà. Non si chiamava fare la guerra, sognare di morire combattendo (come ci hanno spiegato in tv), ma soltanto fare scuola. Poi ha fatto case. Neanche quello gli hanno più permesso. Rimasto senza lavoro, si è sparato.

Non avrà funerali di Stato. Non ci saranno onoranze solenni con discorsi aulici, retorici, equilibrati perché ne va di mezzo anche la politica estera. Lo dimenticheranno presto, anzi lo hanno già dimenticato. Una storia, la sua, che non ha trovato ascolto. Una storia scomoda. Ma proprio per questo non da dimenticare.

[20.09.2009, anno IV, post n. 267 (987), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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