A proposito della lettera apparsa sulla "Stampa" di oggi sotto il titolo "Che vergogna gli italiani a Londra", verrebbe da dire che vergogna gli italiani in Italia.Non si rispettano i semafori, ci si ferma a leggere il giornale in auto sulle piste ciclabili. Si sosta sulle stesse per telefonare tenendo un piede fuori del finestrino del potente suv o come cavolo si chiama un macchinone che sembra un mezzo blindato della polizia. Ed il piedino sporgente calza un sandalo infradito di vil plastica, in fin dei conti siamo in una città di mare... Visto proprio stamani a pochi passi da casa.
Sulla stessa pista ciclabile gli handicappati in carrozzina non possono passare ma debbono stare sulla mezzeria delle auto.
Che vergogna gli italiani che scendono dalla macchina all'edicola e pretendono di avere il giornale prima di chi è già arrivato in bicicletta, e lo chiedono con quell'aria imperativa che dice tutto della loro idiozia congenita (trattasi pur sempre di una malattia...).
Ho brevettato il titolo per un rimedio, "Cafonal", se qualcuno sa cosa mettere dentro la pillola o la boccetta, mi scriva.A Londra, come scrive quel lettore, "sono quasi sempre solo italiani i turisti incivili e cafoni". In Italia è difficile trovare chi cerca di evitare di essere incivile e cafone. Ce ne sono ancora di persone perbene, ma corrono il rischio dell'emarginazione. Non le salveranno portandole ad esempio, ma prima o poi le rinchiuderanno in un ghetto, isolate dal resto del bel Paese.
Per atavica abitudine e spirito di autodifesa, sono gentile con i gentili e cafone con i cafoni. Non mi autocensuro, anzi ho ancora una fantasia ben fervida nell'inventare oscenità se l'obiettivo le merita.
Fonte foto in alto:
flickr.com/diezelphotography/
[Anno III, post n. 243 (620), © by Antonio Montanari 2008]
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