Per i giornali la rivoluzione arriva dal web. Parola di Carl Bernstein, "eroe del Watergate": "Internet è una grande opportunità per i lettori, che possono crearsi i propri giornali, ponderati sulle rispettive preferenze. [...] Il giornale tradizionale sopravviverà ma sarà in equilibrio con queste nuove realtà editoriali. Sono gli albori di una vera rivoluzione".
In Italia non mi sembra che si parli tanto dell'argomento. Anzi, c'è una robusta diffidenza verso Internet. Non so se è un'impressione personale. Chiedo quella dei lettori e dei colleghi blogger. Ricordando il titolo dell'intervista a Bernstein: "Giornalismo malato di gossip".
Ieri, a proposito di cinema e giornali, un articolo di Andrea Scanzi sulla "Stampa" definiva "Internet e gossip, i killer dei recensori". Consolatoria la frase di Edmondo Berselli: "Addio ai vecchi tromboni".
Il problema, a questo punto, è evitare che i vecchi "tromboni" della carta stampata siano sostituiti da quelli nuovi del web.
[Anno III, post n. 114 (491), © by Antonio Montanari 2008]
