Incontrarsi e dirsi addio... Ma c'è sempre un modo. Invece Casini non soltanto ha sbattuto la porta in faccia a Berlusconi, ma gli ha pure urlato dietro parolacce: "Non tutti in Italia sono in vendita". Punto e basta. Dietro a tanta sicurezza, non diciamo arroganza (che in politica da difetto diventa virtù), non c'è il vuoto fatto di speranze ed illusioni. C'è un ragionamento ben fondato, con tutti i crismi che possono fare di Casini il candidato ideale per il Centro. Il quale dopo le elezioni di aprile sarà chiamato a governare.
Fini chiude d'imperio il proprio partito confluendo nel Popolo delle Libertà. Il congresso ci sarà in autunno, ma ciò che conta è l'annuncio in questa vigilia elettorale. Ne riceverà vantaggi l'altra destra.
Lo spazio elettorale di Berlusconi si restringe. Pareggerà forse con Veltroni. E Casini sarà l'ago (acuminato) della bilancia.Due notizie europee. Anche la Germania ha il suo bravo scandalo fiscale. Meno male, così in questo campo non siamo più soli.
In Francia personalità di entrambi gli schieramenti accusano Sarkozy di gestire il potere da monarca. Tra le altre cose, gli si rimprovera il discorso sulla religione tenuto a Roma, nell'investitura a "canonico lateranense". I valori laici sono cari sia a destra sia a sinistra, in Francia.
Se ne dovrebbero ricordare quanti in Italia, a destra ed a sinistra, hanno sognato anche per noi un modello Sarkozy. Se si realizzasse, il suo sosia nostrano non si accontenterebbe di essere nominato "canonico lateranense". Come minimo pretenderebbe un cardinalato.
[Anno III, post n. 51 (428)]
