L'uovo di Pasqua di Prodi a Veltroni conteneva un regalino che per correttezza politica è stato scartato pubblicamente soltanto ora. Era l'abbandono della guida del Pd, il partito nato dal suo progetto di un'unione di centro sinistra, che poi aveva ottenuto la vittoria alle elezioni del 2006.
La lunga marcia di Veltroni, ha portato alla sconfitta elettorale del Pd ed alla crisi dello stesso partito. Il governo Prodi era apparso la causa di tutti i mali. Al mercatino della furbizia, il gioco è stato pesante contro l'ex leader, che ha raggiunto un primato da record. Odiato dai compagni d'avventura, malvisto in Vaticano, disprezzato da quelli che per tutta la campagna elettorale hanno falsificato i dati economici, accusando il professore di Bologna di ogni male della società italiana.
Prodi è stato onesto e capace. Grazie per averci dato due anni di tregua al bonapartismo del gruppo di Arcore.
Il professore non sa comunicare, anziché parlare borbotta. Ma meglio così piuttosto che il grido assordante della concorrenza.
Due considerazioni in margine.
1. Con Prodi, la "sinistra" era andata verso l'arcobaleno. Dopo la campagna di Veltroni, ritornerà alla falce e martello.
2. Vaticano. Ieri ricordavo che a Casini il Vaticano aveva affidato la missione di diventare l'ago della bilancia del quadro politico italiano.
Sul tema ho letto poi ieri sera un pezzo di "Repubblica": "Il Vaticano colto di sorpresa" (di Marco Politi). "Non era questo il risultato, che si attendevano Vaticano e Cei".
Resta quindi aperta la questione su che cosa è successo.
[Anno III, post n. 118 (495), © by Antonio Montanari 2008]
