Asor Rosa è effettivamente un caso politico. Come dimostra l'attacco che Eugenio Scalfari ha fatto ad un altro recensore, Alfonso Berardinelli, che sul "Sole-24 Ore" aveva manifestato i suoi dubbi a proposito di quella "Storia europea".
Scalfari ha scritto: "Si tratta d'una stroncatura in piena regola". Berardinelli ha replicato parlando della "constatata insostenibilità delle bronzee convinzioni politiche originarie, anticulturali e antisociali" di Asor Rosa.
Scalfari ha detto che la stroncatura non corrisponde alle "esigenze di un lettore avvertito". E che il componimento di Berardinelli era "fasullo".
A questo punto l'allegria si tramuta in tristezza. Asor Rosa non parla nella sua opera di Silone. Berardinelli lo sottolinea. Scalfari prende cappello, ma nello stesso tempo tesse l'elogio della stroncatura ideale, "benvenuta in una società letteraria dove la melassa e il giulebbe scorrono a bicchieroni".
Ma c'è da sospettare che possano scorrere anche bicchieroni di olio di ricino per chi non s'adegua alle verità salottiere partorite da quelle accademiche. E che non scoprono la verità rivoluzionaria della banale sentenza di Asor Rosa secondo cui la letteratura "è fatta fondamentalmente di Autori e Opere".
Ma la cultura marxista del pci buonanima non ci aveva sempre fatto una capa tanta per spiegarci che la letteratura è un prodotto della società...?
Asor Rosa si è ricreduto. Peccato, perché egli poi aveva avviato la meravigliosa iniziativa della storia letteraria einaudiana, non un'opera di politica ma un capolavoro editoriale che ha introdotto argomenti sino ad allora trascurati.
Fu quello che Onofri chiama un "cantiere metodologicamente aperto". In cui non s'innalzavano statue agli Autori ma si dipingevano "paesaggi".
Forse nel "paesaggio" odierno va collocata la riconversione politica di Asor Rosa che privilegia soltanto "Autori e Opere". Non per fornirgli alibi ma per completezza del discorso, vorremmo sapere dagli "addetti ai lavori": anche questa riconversione non è frutto della vecchia teoria che (pure) la società fa la letteratura?
Ma oggi l'Odifreddi ci spiega che PGB ha ignorato quanto scritto contro di lui, nell'attaccarlo con toni molto accesi. In breve: in Consiglio regionale piemontese si era detto che la sua nomina al Grinzane era risultata "sgradita al cardinale". Questo PGB non ce lo aveva riportato. Chiedo scusa a PGO per aver creduto nel mio intimo a PGB...
[18.03.2009, anno IV, post n. 82 (802), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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