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Publié le 21/10/2007 à 18:49
Par antoniomontanari
Gentiloni01g Dopo aver postato il testo di ieri, ho aggiunto un'ultim'ora linkando le dichiarazioni del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, riportate nel suo blog.

Oggi ritorno sul luogo del delitto, semplicemente per una breve aggiunta. Ed una domanda.
Un passo del testo dell'on. ministro conferma quanto avevo scritto qui ieri. Cioè che la norma che si vuole introdurre per le testate giornalistiche (art. 7 del disegno di legge 3 agosto 2007), esiste già (art. 1, legge n. 62/2001). Scrive Gentiloni: "Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".
La domanda (retorica). Non mi meraviglio della 'disattenzione' del ministro Gentiloni. Può succedere a tutti. Ma mi stupisce il comportamento degli esperti che hanno elaborato il testo del ddl governativo. I quali dovevano conoscere le disposizioni in materia. Non credo che sia ammessa per loro alcuna indulgenza teorica. In pratica, tiriamo a campare. Domani è un altro giorno, e si vedrà.

Post precedente sull'argomento:

Ilprimoblogger Infuria (giustamente) la polemica sul «Registro degli operatori della comunicazione» (ROC), a cui dovrebbero iscriversi quanti (art. 7 del disegno di legge 3 agosto 2007) «svolgono attività editoriale su internet (...) anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa».
Ma è una norma inutile. La diffamazione è già punita, dal secondo comma dell'art. 595 CP, dove si parla chiaramente del «mezzo della stampa» o di «qualsiasi altro mezzo di pubblicità».
La questione sventolata dal ddl governativo potrebbe nascondere un altro scopo, controllare i blogger: ma ciò è già possibile da parte della Polizia postale (ed in caso di reato dalla Magistratura).
Resta in piedi soltanto l'ipotesi più triste: un nuovo balzello. Sono molti di più i blogger degli evasori fiscali?
Nei miei blog nel 2001 avevo inserito un avviso, conseguente alla pubblicazione di una legge dello stesso anno: «Questo è un sito amatoriale, non un prodotto editoriale». La legge è del 7.3.2001, n. 62, "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001.
L'art. 1 di tale legge definisce così il prodotto editoriale: "Per «prodotto editoriale», ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici".
Non riuscì nel 2001 il colpo di equiparare un blog ad una testata giornalistica. Non è logico che s'introduca ora questa norma ipotizzata nel ddl 3 agosto 2007.

Per leggere il ddl 3 agosto 2007.
Per leggere la legge 7.3.2001, n. 62.
Per andare all'articolo relativo di Anna Masera.

Publié le 21/10/2007 à 18:42
Par antoniomontanari

Demagistris Il titolo dell'editoriale di Andrea Romano, sulla «Stampa» di stamane, «La politica col cappuccio», mi ha suggestionato.
Quando l'ho letto ho immaginato che il «cappuccio» di cui si parlava fosse quello solito di certi gruppi che lo usano in altrettanto certi rituali.
Poi l'attacco dell'articolo sul «veltroniano mascherato» mi ha fatto ricredere, e mi sono detto: hai sbagliato tutto.
Successivamente, la frase: «La politica con il cappuccio è quella di Silvio Berlusconi», mi ha provocato un sussulto e riandare col pensiero a certe tessere di logge coperte (ovvero P2).
Dunque, titolo suggestivo, ma fuorviante la mia interpretazione, ammetto la colpa. Però ho un'attenuante.
Avevo appena letto un'intervista su «Repubblica» al pm Luigi De Magistris. Dove si trovano queste parole chiare: «Faccio le corna, ma dopo che mi hanno tolto le inchieste resta solo l'eliminaziione fisica».
Ma se davvero dietro la vicenda di Catanzaro, ci fosse «La politica col cappuccio»?
Grazie al cielo, capisco poco o nulla di queste cose, e le mie domanda restano senza risposta.


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