Nell'elogio fatto da Giulio Tremonti a Romano Prodi ("Ha ragione quando dice che non esistono soluzioni nazionali a una crisi globale"), si trova la conferma (ho scritto qui il 19 scorso) del contrasto esistente tra la sua linea e quella del capo del governo.
Su quest'ultimo aspetto torna oggi Giovanni Sartori con l'editoriale del "Corrierone". Dove leggiamo:
1. davanti alla "gravissima crisi economica", Berlusconi "gronda ottimismo";
2. "Tremonti si divincola tra dire il vero e esternare assurdità", e soprattutto "pasticcia tra previsioni e ipotesi".
Sartori per farci sorridere riporta una frase del ministro, secondo cui oggi il prevedere è "un mestiere da astrologi".
C'è poco da sorridere se il responsabile dell'economia nazionale se ne esce con una simile battuta.
C'è da osservare forse che Tremonti è stato contagiato dal morbus arcorianus delle frasi da attore d'avanspettacolo che affligge, ahinoi, il presidente del Consiglio.
Invece tremendamente seria è la battuta di Sartori, che alla fine si rivela una spiazzante spiegazione del comportamento degli economisti. Non è vero, come sostiene Tremonti, che non capirebbero un tubo della loro materia, non avendo previsto la crisi. Sostiene Sartori: "semmai l'hanno avallata partecipando alla pappatoria".
E poi dicono che sono "antipolitici" i comici... Chi scrive così è uno studioso illustre, non un divo di quella televisione tanto odiata dal cavaliere.
I dubbi "di" Tremonti su cui scrive Sartori, diventano alla fine i dubbi "su" Tremonti.
Quest'amletico ministro finisce per rassomigliare troppo alla caricatura che del "pallido prence danese" faceva Ettore Petrolini.
Dal cui monologo prendiamo la sempre attuale conclusione: "Si ha da succedere, succederà".
Su quest'ultimo aspetto torna oggi Giovanni Sartori con l'editoriale del "Corrierone". Dove leggiamo:
1. davanti alla "gravissima crisi economica", Berlusconi "gronda ottimismo";
2. "Tremonti si divincola tra dire il vero e esternare assurdità", e soprattutto "pasticcia tra previsioni e ipotesi".
Sartori per farci sorridere riporta una frase del ministro, secondo cui oggi il prevedere è "un mestiere da astrologi".
C'è poco da sorridere se il responsabile dell'economia nazionale se ne esce con una simile battuta.
C'è da osservare forse che Tremonti è stato contagiato dal morbus arcorianus delle frasi da attore d'avanspettacolo che affligge, ahinoi, il presidente del Consiglio.
Invece tremendamente seria è la battuta di Sartori, che alla fine si rivela una spiazzante spiegazione del comportamento degli economisti. Non è vero, come sostiene Tremonti, che non capirebbero un tubo della loro materia, non avendo previsto la crisi. Sostiene Sartori: "semmai l'hanno avallata partecipando alla pappatoria".
E poi dicono che sono "antipolitici" i comici... Chi scrive così è uno studioso illustre, non un divo di quella televisione tanto odiata dal cavaliere.
I dubbi "di" Tremonti su cui scrive Sartori, diventano alla fine i dubbi "su" Tremonti. Quest'amletico ministro finisce per rassomigliare troppo alla caricatura che del "pallido prence danese" faceva Ettore Petrolini.
Dal cui monologo prendiamo la sempre attuale conclusione: "Si ha da succedere, succederà".
[24.01.2009, anno IV, post n. 29 (749), © by Antonio Montanari 2009]
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