Ci sono notizie urlate ed altre suggerite. Timidamente. E' quello che fa oggi il "Corriere della Sera". Nella doppia pagina dedicata al momento politico, tra il referendum promosso da Di Pietro contro il "lodo Alfano" e l'annuncio del discorso di Bagnasco a Rimini ("La Chiesa sta nella politica"), presenta un'intervista ad Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte costituzionale.
Secondo Baldassarre (sintetizza il titolo dell'intervista) la Corte costituzionale "dirà no all'immunità" prevista dal lodo Alfano. Il testo è ovviamente più articolato: la Corte potrebbe pronunciarsi sul tema, se "dovrà esprimersi sull'iniziativa referendaria di Di Pietro".
Nell'intervista c'è un altro passo che contiene la notizia più importante, nascosta non si sa perché. E' un testo non facile nel rigoroso eloquio del giurista: "C'è un requisito della sentenza della Corte che dichiarò illegittimo il lodo Schifani che non è stato soddisfatto dal lodo Alfano".
Tradotto in soldoni, come dovrebbero fare i giornalisti, significa che il "lodo Alfano" ricalca il "lodo Schifani" poi dichiarato illegittimo dalla stessa Corte costituzionale con sentenza del 20 gennaio 2004, n. 24. Come qui sostenemmo nel post "Sono uguali?".
Ci auguriamo che nei prossimi giorni le parole del presidente emerito Antonio Baldassare diano una spintarella per una discussione più approfondita. Che è politicamente necessaria, per quanto possa apparire fastidiosa. Come dimostra la successiva domanda dell'autrice dell'intervista, Maria Antonietta Calabrò, al prof. Baldassare: "Ma lei non era considerato un 'giurista di destra'?" ("Sì, certo...").
Secondo Baldassarre (sintetizza il titolo dell'intervista) la Corte costituzionale "dirà no all'immunità" prevista dal lodo Alfano. Il testo è ovviamente più articolato: la Corte potrebbe pronunciarsi sul tema, se "dovrà esprimersi sull'iniziativa referendaria di Di Pietro".
Nell'intervista c'è un altro passo che contiene la notizia più importante, nascosta non si sa perché. E' un testo non facile nel rigoroso eloquio del giurista: "C'è un requisito della sentenza della Corte che dichiarò illegittimo il lodo Schifani che non è stato soddisfatto dal lodo Alfano".
Tradotto in soldoni, come dovrebbero fare i giornalisti, significa che il "lodo Alfano" ricalca il "lodo Schifani" poi dichiarato illegittimo dalla stessa Corte costituzionale con sentenza del 20 gennaio 2004, n. 24. Come qui sostenemmo nel post "Sono uguali?".
Ci auguriamo che nei prossimi giorni le parole del presidente emerito Antonio Baldassare diano una spintarella per una discussione più approfondita. Che è politicamente necessaria, per quanto possa apparire fastidiosa. Come dimostra la successiva domanda dell'autrice dell'intervista, Maria Antonietta Calabrò, al prof. Baldassare: "Ma lei non era considerato un 'giurista di destra'?" ("Sì, certo...").
