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Publié le 26/08/2008 à 17:06
Par antoniomontanari
Vigilicarlino I giornali nazionali citano il caso di Termoli. Titola "Repubblica" di oggi sopra una pagina intera: "Vigili maltrattano ambulante, rivolta dei passanti". Michele Serra ci ha scritto sopra un lungo fondo.
Di Rimini non parla nessuno. Eppure la materia c'è. Il "Corriere di Romagna" riporta una dichiarazione di Marina Cremaschi, turista bolognese: un cerchio di bagnanti che urla "picchiateli, ammazzateli", rivolgendosi a due poliziotti che "prendevano a calci e pugni" un uomo di colore ammanettato e trattenuto steso sulla sabbia.

Giorgio Cremaschi sviluppa il discorso oggi sul web ("Caccia all’uomo in spiaggia... Boicottiamo Rimini..."), e cita un altro foglio locale che intitola: "Belva africana si scaglia contro i poliziotti sulla spiaggia".

Il "Corriere di Romagna" ha intervistato il sindaco di Rimini che mette a tacere due assessori in lite continua tra loro, uno in difesa dei senegalesi "abusivi" e l'altro dei vigili urbani aggrediti: una cosa è il disagio sociale (che non deve essere una scusa per commettere reati); un'altra è la realtà del fenomeno dei "venditori", perché non tutti sono dei criminali.

Giorgio Cremaschi scrive: "Rancore, cattiveria, intolleranza percorrono la riviera sotto traccia. Sono i commercianti, si dice, che hanno preteso e sostenuto la caccia all’uomo che si è scatenata metodicamente sulle spiagge. Essi sostengono che gli ambulanti abusivi portano via gli affari. E allora questo che c’entra con il razzismo? Pochi giorni prima un gruppo di arabi mal vestiti era stato scacciato da una discoteca perché stonava con l’ambiente, poi si è scoperto che erano un gruppo di ricchissimi giovani sceicchi".

Ilvo Diamanti scrive oggi da Rimini su "Repubblica.it": "Domenica scorsa, tardo pomeriggio, sono passato per Rimini con la famiglia. Il tempo di una vasca lungo le vie parallele al lungomare, in attesa di recarci a cena da amici. (...) Questa breve visita occasionale mi ha riservato una scoperta inattesa. L'immagine del duce, Benito Mussolini, disseminata lungo il passeggio commerciale. Esposta in numerosi negozi (davvero tanti). Mussolini: in vendita, come un prodotto di consumo popolare. (...) Ma l'iconografia del Ventennio non si riduce alla sola immagine del duce - proposto perlopiù in primo piano, di profilo, la mascella volitiva e l'elmo bellicoso. Su t-shirt, poster, stoviglie e bottiglie incontriamo massime del duce e slogan del regime. Gli stessi che resistono - talora sbiaditi dal tempo, talora rinfrescati - ancora in alcuni edifici del tempo. Tipo: "è l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende"; oppure il noto "molti nemici, molto onore" ... Inoltre, molte immagini del führer Adolf Hitler. Spesso accostato al Duce. Lungo il passeggio, in bella evidenza, un grande mobile- cantina, decine carico di bottiglie allineate. Il sangiovese di Benito alternato al nero di Adolf. Tutto ciò esposto alla luce del sole (domenica sera era ancora forte e caldo). Senza pudore e senza problemi. Perché, evidentemente, un problema di pudore non esiste, in questo caso. Prodotti come gli altri".

Foto "il Resto del Carlino", ed. Rimini

[Anno III, post n. 261 (638), © by Antonio Montanari 2008]

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