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Publié le 14/01/2008 à 17:50
Par antoniomontanari

Berlusconi_galilei Galileo Galilei: Suvvia, ma di che vi lagnate? Mi sembrate accorato e sfinito.

Silvio Berlusconi: Ve lo dico come in confessione, ascoltatemi con attenzione. Sono incompreso...

GG: E lo dite a me? Da quattro secoli non mi capiscono, e appena ascoltano il mio nome s'agitano e s'adirano. Quasi rimpiangono di non avermi bruciato vivo come quell'altro... Giordano Bruno.

SB: Avevo detto una semplice cosa ieri, che io ai soldi non ci rinuncio in cambio di una vittoria elettorale, ma tutti mi sono saltati addosso. Per primi gli amici del mio partito, poi gli avversari.

GG: Non mi sembra tutti, per la verità. Qualcuno ha avuto un senso di riguardo verso di voi... Come si chiama, quel bravo giovane che fa pure il sindaco della città dove bruciarono vivo Giordano Bruno...

SB: Ah, sì, quel Veltroni: bravo ragazzo, ma quante cattive compagnie frequenta. Se fosse per lui, tutto sarebbe già a posto. Invece, maledizione, gli altri: tutti estremisti, gente abituata a cattive diete, mangiar bambini in salsa moscovita...

GG: Non so di che parliate, ai miei tempi eran ricette sconosciute. L'arrosto andava di moda, come in Campo de' Fiori per il povero Giordano Bruno. Io me la sono cavata per il rotto della cuffia.

SB: Ma anche di voi si sta parlando oggi in Italia...

GG: So che non mi amano e che non mi capiscono. La cosa più carina che dicono è che facevo gli oroscopi per campare. Avrei voluto vedere loro e voi al mio posto.

SB: Avete ragione, altro che oroscopi io ho dovuto fare, faticare, sudare sette camicie, tra cui quella garibaldina di Bettino Craxi, che se non fosse stato per lui, con il tubo (catodico) che avrei avuto le televisioni libere.

GG: E che tubo è la televisione...

SB: Ah, già voi non sapete. Dico soltanto che quell'uomo, Bettino Craxi, santo sarebbe già, se dipendesse da me. Ma non ci credono che io sono l'unto del Signore. E per quanto vi riguarda...

GG: Per quanto mi riguarda, lo ripeto che da quattro secoli non mi digeriscono, i vostri amici che vi adorano e venerano come un messia... L'ultima barzelletta contro di me l'hanno detta in questi giorni...

SB: Ve la prendete per così poco? In fin dei conti, nel 1990 quel cardinale divenuto papa, ha soltanto ripetuto una frase altrui (*). Cioè che a ragionare bene era stata la Chiesa di Roma, quando vi ha condannato, perché voi eravate uno fuori di testa. O per lo meno con la testa tra le nubi.

GG: Voi non lo sapete, ma la Chiesa di Roma quando condanna usa sempre le frasi altrui per emettere la sentenza, mica le vostre parole. Per me, ha fatto ricorso ad Aristotele...

SB: Aristotele Onassis? Ma che c'entrava?

A quel punto, messer Galileo Galilei preso da sconforto, tentò di sbattere la testa contro il muro.
Ma dove si trova ora non ci sono muri come qui sulla terra, né per la scienza né per la politica.

(*) Nota storica.
Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Paul K. Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto».

FONTE
[Anno III, post n. 15 (392)]

Publié le 13/01/2008 à 18:18
Par antoniomontanari
Silvioberlusconi2502 Il papa celebra la messa girando le spalle ai fedeli, come nel rito preconciliare. Silvio Berlusconi gira le spalle a Walter Veltroni. In un collegamento con la festa azzurra della neve a Roccaraso, il cavaliere ha detto: "Non potremmo trattare con forze politiche che mettessero in atto una decisione criminale come il disegno di legge Gentiloni: non ci sarebbe nessuna possibilità di dialogo con chi agisse in questo modo''.
Insomma oggi domenica 13 rischi di finire in archivio come il giorno delle grandi girate di spalle.

Ed adesso che farà il segretario del Pd? Non ho la palla di cristallo, ma soltanto le ultime notizie d'agenzia. Arturo Parisi ha espresso in maniera inequivocabile il suo pensiero: "Tornare al proporzionale è già enorme. Accettare la resa al conflitto d'interessi è decisamente troppo".

Sappiamo tutti che la politica è l'arte dell'impossibile. E che quindi le cose potrebbero sistemarsi. Tra una smentita di Berlusconi ed un chiarimento di Veltroni.
Berlusconi potrebbe garantire di risolvere lui stesso il conflitto d'interessi una volta salito nuovamente a palazzo Chigi. E Veltroni potrebbe rassicurare alleati e non, citando una frase del leader spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero apparsa oggi sul "Corriere della Sera": "Da quando sto al governo sono diventato più di sinistra".

Il sindaco di Roma cercherebbe in tal modo di convincere i suoi alleati che, per avere un vero governo di sinistra, bisognerebbe approfittare di Berlusconi. Il quale, imitando Zapatero, diventerebbe un poco alla volta "più di sinistra" di quanto non lo sia stato praticamente in passato.
L'asso nella manica di Berlusconi è la promessa di risolvere definitivamente il conflitto d'interessi in quattro e quattr'otto una volta avuto l'incarico di fare il governo, con o senza nuove elezioni. Basterebbe una legge di un solo articolo: "Tra me e qualsiasi altra forma di pensiero politico, esiste un conflitto insormontabile che per il bene delle democrazia rende necessario tenere in nessuna considerazione questa qualsiasi altra forma di pensiero politico".


[Anno III, post n. 13 (390)]
FONTE
Publié le 12/01/2008 à 19:29
Par antoniomontanari
Ferrara01g Coraggio, facciamo finta che tutto sia normale. Un partito si riunisce a porte chiuse. Alle quali bussa un estraneo, addirittura un giornalista. Miracolo: le porte si aprono. E' successo stamani. Alla riunione del Pd, commissione Manifesto dei valori. Ad essere ammesso è stato Giuliano Ferrara.

Immaginiamo la scena un po' fantozziana. Ma il personaggio di Paolo Villaggio non era impersonato dal conduttore televisivo ed ideologo dei teo-con, che sappiamo essere attore consumato e giustamente sfrontato, bensì dal presidente della stessa commissione Manifesto dei valori, Alfredo Reichlin.
Al quale, per il ruolo ricoperto, avremmo per l'occasione attribuito una maschera di cortese ferocia (o se volete soltanto di fermezza) nel respingere l'istanza del 'giornalista' Ferrara.

Ferrara ha giustificato la richiesta appunto in base alla professione svolta. Ovviamente, non poteva dire: vengo a sentire che ne pensate delle mie idee sulla moratoria per l'aborto, tanto prima o poi le dovrete mettere in pratica perché essendo il Tevere molto stretto in questi momenti, non avete scampo...
No, si è giustificato: "Non interverrò, figuriamoci. Io sono qui solo nelle vesti di giornalista".
Immaginiamo che qualcuno gli abbia sussurrato in un orecchio: "Ma figùrati, ascolta e poi facci sapere che cosa ne pensi, anzi ti ringraziamo in anticipo di quello che potrai consigliarci".

Così va il mondo politico della cosiddetta linea di centro-sinistra in Italia: aspetta d'essere imboccata dal consigliere spirituale del capo dell'opposizione.
Verrebbe da ridere ma c'è da piangere. Concordo con quanto ha scritto oggi nel suo blog Pier Luigi Zanata: "E' inammissibile che buona parte dei politici nostrani non ricordino che l'Italia e' uno stato laico, non confessionale".

E pensare che soltanto ieri, Alfredo Reichlin è stato accusato da Piero Ostellino sul "Corriere della Sera" di aver abbozzato, assieme ai suoi collaboratori, un Manifesto dei valori pieno di rimandi a Marx ed a Lenin...
L'apertura delle porte può essere una mossa tattica (diabolicamente comunista) di Alfredo Reichlin verso Ferrara (ed il Vaticano)?

Ostellino ha scritto che il testo dei valori del Pd è "unicamente il frutto di una memoria politicamente ripudiata, ma culturalmente non ancora dimenticata".
Concetto che denuncia il persistere di un amarcord pericoloso nell'anima rivoluzionaria del Pd.
Nella mia personale inesperienza, non so se da oggi Alfredo Reichlin sia da considerare più pericoloso per aver aperto le porte a Ferrara (come potrebbe fare qualcuno suggestionato dalla bella pagina di Ostellino), o se sia da vedere come un eroe che aveva detto "avanti tutta", ma aveva alzato le mani appena Ferrara ha fatto bum bum con la bocca.

Sempre sul "Corriere" di ieri, Filippo Andreatta denunciava all'interno del partito che ha contribuito a far nascere, la presenza di contraddizioni provocate dalle "ambiguità con cui è venuto alla luce il Pd".
Da questa sera, alle contraddizioni elencate da Filippo Andreatta va aggiunta la scena del pellegrinaggio del cronista Ferrara che entra nelle segrete stanze di un partito che non è il suo. Un'altra mela avvelenata, o uno scivolo dolce verso la vittoria garantita dal Vaticano?
[Anno III, post n. 389]
Fonte

 

Publié le 11/01/2008 à 18:22
Par antoniomontanari
PapaveltroniieriE del papa infin la meraviglia... Il comunicato-stampa odierno del Vaticano, è inusuale. Tirato per la giacchetta, qualcuno tra le mura leonine ha convinto Sua Santità che non era il caso di insistere, e che anzi bisognava un poco spiegarsi, dopo la bastonata data ieri a Walter Veltroni nell'udienza ufficiale alle autorità romane (Regione, Provincia, Comune).
Il papa aveva definito "gravissimo" il degrado dell'Urbe, aveva denunciato gli attacchi "minacciosi e insistenti" alla famiglia, aveva parlato di una "drammatica" situazione degli ospedali cattolici.
La bufera scatenatasi tra Campidoglio e Vaticano da ieri sera sino a stamani, ha convinto quel qualcuno a far stilare un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. In cui si legge testualmente: "Desta meraviglia la strumentalizzazione politica che ha fatto seguito alle parole rivolte dal Santo Padre".

Non si dica che è poco. Nel trasferire ogni responsabilità della polemica sulle spalle di chi ha "strumentalizzato" le parole di Benedetto XVI, il Vaticano cava la castagna dal fuoco con un'eleganza che non può evitare di immaginare l'imbarazzo degli ambienti pontifici.
Dove certamente ci si sarà accorti che non era il caso di lasciar bistrattare il povero Veltroni dopo l'udienza papale. Come tutti sanno, anche all'ombra del cupolone, Veltroni è non soltanto il sindaco della città eterna e capitale del cattolicesimo, ma pure il segretario-ostetrico di un partito che sta nascendo molto male.

Quel comunicato forse farà il gioco di Veltroni nei confronti di Prodi. Così palazzo Chigi diventa un traguardo più vicino per lui.

Certo è che da oggi Veltroni può mettere nel carniere la meraviglia di un papa per quello che hanno compreso gli avversari del sindaco capitolino ascoltando un inequivocabile discorso pontificio.

 



FONTE
WIKIO
Publié le 10/01/2008 à 18:57
Par antoniomontanari

10122008poststampa Non sono giorni fortunati per Walter Veltroni. Assediato dalla destra e quasi prigioniero delle avances berlusconiane, quando stamani è entrato in Vaticano per l'udienza pontificia, certo non poteva immaginare una lavata di testa come quella pronunciata "su" di lui da Benedetto XVI.
Il papa ha definito "gravissimo" il degrado dell'Urbe, ha denunciato gli attacchi "minacciosi e insistenti" alla famiglia, ha parlato di una "drammatica" situazione degli ospedali cattolici.
Due piccioni con una fava: Veltroni è stato simbolicamente 'bastonato' quale sindaco di Roma e quale segretario del Pd.  Per dirgli che anche in questa seconda funzione, deve stare attento a come si muove nei confronti della Chiesa cattolica.

La giornata era cominciata bene con la svolta di Casini sulla legge elettorale ("Intesa con Forza Italia, Pd e Prc"). Maria Teresa Meli sul "Corriere della Sera" poteva offrire un ottimistico titolo: "E Veltroni rompe l'assedio", anticipando il progetto di consultazione degli aderenti "magari" anche via Internet per garantire un reale pluralismo.

L'idea veltroniana di consultare il popolo 'democratico' via Internet sa molto di quella moda delle chat che oggi furoreggiano per le anime sole, come forse pure lui è nel suo partito. Ma neppure così riuscirà a risolvere i problemi di deficit politico che ogni giorno che passa sottolinea nel Pd.
Stamani Riccardo Barenghi sulla "Stampa" ha scritto un duro editoriale, "L'ammaina bandiera dell'Ulivo": "Il punto, diciamolo con una certa franchezza, è la subalternità ai valori altrui. Come se il centrosinistra italiano non avesse una sua storia, una sua cultura politica, suoi ideali, non avesse fatto lunghe battaglie, peraltro vinte, su questi temi".
È così. In un altro articolo della "Stampa", Andrea Romano affronta il tema della crisi italiana, suggerendo di guardare al modello americano, a quella "esibizione di freschezza politica" che nasce da partiti "che hanno saputo coltivare la cultura del confronto senza alcuna reticenza".
Questa cultura manca oggi, e l'impronta di Veltroni è sul luogo del "delitto". Romano spiega che l'anno passato è stato dominato dall'antipolitica.
Su questa interpretazione dei fatti mi sono sempre permesso e mi permetto pure oggi di dissentire, anche se il mio parere non conta nulla. L'antipolitica è nell'immondizia di Napoli, non nel popolo che protesta civilmente (lasciamo perdere le solite manovre violente, chissà da chi promosse).

Anche Angelo Panebianco invoca l'esempio americano, nel fondo del "Corriere della Sera", per un partito dalla molte anime in 'lotta' fra loro: però, aggiunge, per arrivare a questo risultato, è necessario il contesto istituzionale maggioritario.

Perché dobbiamo guardare sempre fuori di casa? Sembra un'istanza quasi teologica della politica italiana. Negli Usa, non c'è il Vaticano che detta come  da noi oggi il calendario politico. Ci sono molte "Chiese", e non so se sia bene o se sia male. Ma ci sono anche molti problemi. La sanità a pagamento, ad esempio.

Quando ci si è avviati verso la nascita del Pd, la grande informazione nazionale ha guardato soltanto a Roma, trascurando i contesti periferici dove si è vista anticipata la trama che ha provocato "L'ammaina bandiera dell'Ulivo". Dico anch'io: guardate agli Usa. Per le primarie democratiche tutti i principali quotidiani hanno i loro inviati che descrivono le piccole realtà americane. Quando anche da noi si cominceranno a descrivere i contesti periferici, si potrà far comprendere alla gente sia che cosa è la democrazia sostanziale, sia come sono manovrati i candidati da forze estranee ai movimenti politici che si propongono al voto.

FONTE
WIKIO

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