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Publié le 12/02/2007 à 18:01
Par antoniomontanari
Humeur : Souriante
 Domenica mattina si è svolto a Rimini un incontro al vertice di due blogger che si sono finalmente conosciuti di persona, dopo scambi di messaggi via Web e di mail.L'argomento ha già fatto il giro del mondo. Leggete che cosa ne ha scritto Irene Spagnuolo. Ritratta qui nella foto davanti al Tempio malatestiano con il sottoscritto.
Publié le 08/02/2007 à 17:29
Par antoniomontanari
Humeur : Rebelle
Finalmente giustizia è fatta! Alle pensioni di reversibilità versate alle vedove di dipendenti statali, è stato imposto un taglio del dieci per cento. Essendo io il pensionato statale, tocco... ferro, e mi auguro lunga vita. Ma ai signori che governano e che ho lietamente votato, dico: attenzione, non fateci fessi, perché noi elettori possiamo e sappiamo vendicarci. Se avete bisogno di soldi, andate a stanare gli evasori fiscali dai quali siamo circondati, e non rapinate le già scarse nostre sostanze. Per il momento vergognatevi. Per il seguito non voglio dirvi pentitevi, perché non voterò mai a destra. Ma forse non voterò la prossima volta. State dimostrando che è del tutto inutile scegliere un partito, una linea, un programma.
Questo post appare anche su StampaWeb. Ed è stato segnalato nella pagina odierna della stessa StampaWeb (vedi foto)
Publié le 05/02/2007 à 11:29
Par antoniomontanari
Humeur : Gaie
 Il mio post di ieri, Fatti non polemiche è apparso oggi nel quotidiano riminese Corriere di Romagna. Un aggiornamento delle vicenda è anche nel blog della Stampa dove ho scritto: Il cosiddetto sport del calcio tiene banco a livello nazionale per le drammatiche (e non imprevedibili vicende di Catania).Nella mia città, Rimini, il calcio è al centro di infuocate polemiche perché con la scusa di far costruire un nuovo stadio, si sta minacciando una terribile colata di cemento quale ricompensa per gli immobiliaristi interessati all’iniziativa.La contropartita iniziale parlava di trecento appartamenti, adesso siamo arrivati a 1.700, perché nel frattempo allo stadio sono stati aggiunti una pista di atletica ed un palazzo per la danza.Il malumore della città è stato interpretato da molti interventi, tra cui quelli del sottoscritto sul quotidiano locale Corriere di Romagna.I politici non gradiscono. Il padrone della Rimini Calcio ieri ha definito «incivile» la protesta della gente che non vuole vedere scomparire gli ultimi spazi a disposizione sotto una nuova colata di cemento.Il testo prosegue qui.
Publié le 04/02/2007 à 17:11
Par antoniomontanari
Humeur : Rebelle
 In un suo articolato intervento («il Ponte», 4.2.007), l’assessore Elisa Marchioni tratta delle vicende cittadine del «motore immobiliare», invitando a non lasciare la discussione al solo dilemma «fra chi accusa tout court e chi si difende d’ufficio». Poi, dopo aver raccontato che ormai le risorse finanziarie delle amministrazioni locali sono al lumicino, afferma: «Concordo che il confronto non si esaurisca in campagna elettorale!». Infine, la signora Marchioni confida di non possedere «ricette o verità assolute» per quanto concerne «il bene comune» della città; ed invita ironicamente «chi ne abbia» a farsi avanti ed a mettersi in gioco, sottolineando che «forse, chiamarsi fuori da questo servizio così complesso e prezioso, salvaguarda le mani pulite» e preserva dai guai. Per evitare questi comportamenti ignavi, l’assessore invita a sostituire «alle polemiche» un «ritrovato gusto di sentirsi parte attiva» e protagonista della città. L’assessore ha inavvertitamente ragione là dove scrive (quasi per lapsus freudiano) che oggi «costruire» è diventato «più difficile». Infatti Rimini non accetta in modo passivo la minacciata cementificazione del motoraccio immobiliare legato allo stadio Romeo Neri. Tralasciando per motivi di spazio altri aspetti derivanti dalla morte dell’ispettore di Polizia Filippo Racita allo stadio di Catania, vorrei soffermarmi soltanto sulla controversia dialettica che l’assessore Marchioni ha introdotto nel dibattito in corso al quale ho partecipato sulle colonne del Corriere il 27 gennaio scorso. Le osservazioni al progetto urbanistico comunale che la signora liquida come polemiche (immagino fastidiose per tutti i signori della Giunta municipale, e quindi anche per lei), nascono dalla volontà dei cittadini di non vedere rovinata definitivamente una città in cui il sottoscritto nel corso di mezzo secolo circa ha ascoltato promesse mai realizzate. A simbolo di questa realtà di sovrano immobilismo si prenda il ponte di Tiberio, costretto ancor oggi a sopportare il traffico urbano perché: a) il nuovo ponte che avrebbe dovuto collegare la sottocirconvallazione alle Celle non è stato costruito in quanto al suo posto è sorto un edificio ad uso di civile abitazione; b) non vi è una circonvallazione esterna e veloce, ma la strada statale è stata trasformata in parte della città; c) la nuova fiera è stata collocata alle Celle e non sulla statale di San Marino, cioè dentro Rimini e non fuori. Orbene, queste non sono polemiche ma fatti conseguenti ad «errori» gravi dei pubblici amministratori, ai quali non si può più porre rimedio. La partecipazione che lei reclama, caro assessore, non è ben accetta agli stessi pubblici amministratori per i quali sembra vigere l’antico avviso antidemocratico «Non disturbate il manovratore». Chi scrive di queste cose ai giornali (parlo per me), non vuole presentarsi come «anima bella» che cerca di non sporcarsi le mani, ma lo fa perché altre vie sono duramente (so quello che dico) impedite. Ho un grosso fascicolo di lettere ai pubblici amministratori ed ai giornali (Corriere compreso) su piccoli ma gravi problemi di viabilità; lettere alle quali non è mai stata data risposta neanche dopo colloqui personali con il signor Sindaco. L’assessore Marchioni lamenta che la coperta dei soldi sia sempre più corta. Ha ragione. Però bisognerebbe aggiungere la lunga lista delle spese inutili di tutte le pubbliche amministrazioni. Comunque, caro assessore, ricordi quanti tripli o quadrupli salti mortali senza rete di protezione fecero nel secondo Dopoguerra i suoi predecessori per la Ricostruzione italiana in generale e riminese nel caso specifico. Ora voi siete abituati troppo bene, e vi spaventa un futuro in cui per prima regola occorrerebbe non introdurre nuove addizionali a chi paga già le tasse, ma stanare gli evasori. Oggigiorno, ha detto sabato scorso il governatore di BankItalia, il Fisco «penalizza le famiglie che compiono il proprio dovere». Ascoltatelo. Antonio Montanari
Publié le 03/02/2007 à 11:30
Par antoniomontanari
Humeur : Rebelle
Nell'articolo che ho pubblicato ieri in questo nuovo blog, ho inserito alcuni passaggi di una mia lettera che avevo inviato il 29 luglio 2006 al Corriere di Rimini, e che non era stata pubblicata.
La inserisco qui di seguito integralmente:Bucci, inciucio o preveggenza?La scelta dell’ex candidato sindaco Alberto Bucci di non votare contro Alberto Ravaioli e la sua giunta, ma di astenersi sulle linee programmatiche del governo cittadino, suona ampiamente innovativa, per cui sembra (in apparenza) aver ragione il capogruppo di Forza Italia Alessandro Ravaglioli: «È come se Berlusconi si fosse astenuto sulla fiducia di Prodi». Ma per comprenderne il vero significato, forse non è inutile ascoltare le voci romane dai giornali di oggi sabato 29 luglio. Il presidente della Camera Bertinotti ha detto alla «Stampa»: «Le difficoltà si possono superare allargando la maggioranza di governo» con una discussione franca che «sotto traccia è già in corso». Il presidente del Senato Marini ricorre ad una contorta formula per invocare più confronto con l’opposizione e meno voti blindati per addivenire a scelte condivise. Anna Finocchiaro ha detto no allo «stress da voto di fiducia» per arrivare a scelte bipartisan su «questioni d’interesse nazionale». Intanto Silvio Berlusconi (che sarà a Rimini in agosto al Meeting di CL) secondo Francesco Verderami («Corriere della sera»), promette un radicale cambiamento: farà «l’uomo di confine» allo scopo di ‘bruciare’ Casini, e quindi non sarà più l’oppositore irato di Prodi come sinora è fermamente stato. Dunque Bucci potrebbe aver anticipato Berlusconi ed aver avviato da Rimini un esperimento nazionale, per un diverso «clima» di governo della cosa pubblica. Insomma una specie di rivoluzione che in sede locale ha la sua premessa nel risultato elettorale amministrativo della scorsa primavera, quando Forza Italia perse il 52,13% dei voti, mentre AN salì del 16,26. Un risultato che dimostrava come con la vecchia amministrazione di Ravaioli il Centro-destra (od almeno una sua parte) non se la fosse poi passata così male. Due assessori erano stati… defenestrati per la questione del troppo cemento. Tutto ciò aveva fatto prevedere non il ballottaggio per Ravaioli, ma addirittura la sua sconfitta al primo turno. Invece… Per la serie: l’orco non è poi brutto come lo si dipinge. Adesso Bucci debutta con l’astensione. Se si tratta di una rivoluzione, essa ha un precedente nella scelta fatta da Massimo Conti il 13 giugno 1989: la sostituzione dell’antico legame fra Pci e Pci con un pentapartito che vince le elezioni del 1990 forte di 26 seggi su 50 (Psi +2, Pci –3, altri 2 li aveva persi nel 1985). Divenne sindaco Marco Moretti che alla parola pentapartito sostituì la formula di «bicolore fra laici e Dc». L’anno dopo proprio a Rimini al XX congresso del Pci nasceva il Pds. Forse Bucci entrerà nella storia per una mossa preveggente che oggi a molti della sua stessa parte politica appare invece come un classico inciucio.Antonio Montanari
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