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Publié le 19/02/2008 à 18:35
Par antoniomontanari
Violenzasessuale2504 Lei ha quindici anni. Le sono saltati addosso come minimo in sette, tra cui il fidanzato.
Cinque coetanee della fanciulla, rimaste offese dal fatto che lei "ci fosse stata" con altrettanti "ragazzi" loro morosi, l'hanno presa a botte: "Così impari", le avranno anche orgogliosamente urlato in faccia. Indaga la magistratura.

Noi che siamo estranei a tutto, cioè alle persone coinvolte, agli inquirenti, ai parenti, possiamo chiederci da dove nasca non soltanto l'atto delinquenziale dei violentatori, ma soprattutto (è una novità, credo) la follia delle fanciulle che anziché dimostrare solidarietà all'amica e scacciare i loro fidanzati "porci", hanno preso a schiaffi lei, la vittima della violenza sessuale?


[Anno III, post n. 54 (431)]

Publié le 18/02/2008 à 18:23
Par antoniomontanari
SpecchioWalter Veltroni c'è cascato, ha abboccato all'amo berlusconiano dei "sondaggi". Si dice in rimonta, ma il cavaliere gli risponde: sono "dati fasulli".
Speriamo che i due cambino registro, la partenza non è un granché. Il signore di Arcore sfotte il re dei Castelli: non affaticarti troppo e non prendere freddo. E si riceve come risposta una semplice constatazione psicologico-geriatrica: è lo stesso consiglio di mia nonna.

Migliore la citazione famigliare di Casini. Sua figlia Benedetta, quella fidanzata con un comunista di nome David, ha detto di essere orgogliosa del padre, dopo lo strappo con Berlusconi.
Non vorrei che nella politica di destra, sinistra e centro, l'apparizione dei giovani rimanesse legata ai gioco delle citazioni.

Stamani Casini la lanciato il suo programma, «Uniamo il centro», sul "Messaggero". Oggi pomeriggio Radio Vaticana avvisa: "Aperto il dibattito per un polo unitario al centro".

Se il presente è scialbo, buttiamoci sul passato. Ieri un paginone della "Domenica" del "Sole-24 Ore" proponeva un forum sull'identità italiana.
Lo storico Franco Cardini, ottimo studioso ed eccezionale scrittore, portava come esempio di 'homo italicus', un "saggio ed intendente cavaliere" nominato dal Boccaccio: messer Betto Brunelleschi che da fermo estremista prima fu ghibellino e poi guelfo, non tralasciando di perseguitare "i suoi compagni di poco prima come se fossero stati suoi millenari acerrimi nemici".

Altro giro, altro personaggio, evocato da Marco Politi su "Repubblica" di ieri: quel Pio IX che oggi va tanto di moda, e la cui mitria è stata di recente indossata dall'attuale pontefice in concistoro.
Pio IX, durante un'udienza, al momento del bacio della pantofola premette col piede sul collo di un prelato che si era palesato avverso al dogma dell'infallibilità papale.


[Anno III, post n. 53 (430)]

Publié le 17/02/2008 à 18:00
Par antoniomontanari

Post17022008"L'Italia è degli italiani". Casini ne è sicuro. Lo ha detto oggi lanciando l'appello per l'unione del centro moderato. Dal che si ricava che esiste anche un centro estremista o radicale, per usare l'etichetta appioppata all'unica sinistra rimasta sulla piazza. In questo centro estremista Casini colloca senz'altro Walter Veltroni, con quel Pd del quale però fa parte pure Follini (come buttafuori e buttadentro, definizione di Marco Travaglio, "Espresso").

E se Casini, parlando con Aldo Cazzullo del "CorSera", definisce Berlusconi uno che fa soltanto la solita litania di slogan e di spese miliardarie senza copertura finanziaria, Follini su "Repubblica" lo invita ad un dialogo che però non sia "troppo geometrico, schematico".


Ovvero lo invita a lasciarsi andare ai sentimenti: "Toh, chi si rivede, allora dove eravamo rimasti, dunque partiamo di lì, che ne dici di un bel governo centrista per l'Italia?", potrebbe domandare Follini a Casini.

E Casini, pronto con la battuta odierna: "L'Italia è degli italiani". Mica di quello là che mi ha stancato con "le solite promesse vane e le stesse frasi pensate per compiacere la gente anziché dire la verità" (altro pezzo dell'intervista a Cazzullo).


Incontrarsi a metà strada, uno del centro moderato e l'altro per conto del centro estremista, per fare forse l'unica cosa che sarà possibile dopo le elezioni, un governo retto da Casini, benedetto a più mani ed accettato in mancanza di peggio.

Per "grazia ricevuta" (la sconfitta del Pdl), il Pd dovrà allora fargli ponti d'oro. La gara non è più tra Veltroni e Berlusconi, il Cavaliere ha già perso. "Monumento a se stesso", lo definisce Ilvo Diamanti su "Repubblica".

In effetti Berlusconi ha ragioni da vendere: ma chi glielo fa fare di faticare tanto in politica, dato che tutto quello che doveva avere lo ha avuto (soddisfazioni e leggi ad personam), e non glielo ha potuto neppure scalfire il prof. Prodi. Quello che Veltroni, suo erede nel Pd, simbolicamente e spiritualmente rinnega ritenendolo troppo antiberlusconiano.


Scalfari su "Repubblica" scrive delle interferenze ecclesiastiche, con la gerarchia che "alterna momenti di moderazione a momenti di intervento diretto". La prima con Bagnasco, il secondo con Ruini.

Ma di fatto, le fasi si succedono con lo stesso scopo, piazzare Casini al centro della scena politica, e almeno sino ad ora le due eminenze ci sono riuscite. Per cui non dice un granché la differenza dei metodi rispetto all'identità dello scopo.


"L'Italia è degli italiani". Il commissario De Gennaro dichiara di aver cambiato il piano per lo smaltimento dei rifiuti: quattro discariche non riapriranno perché "la gente aveva ragione" circa i gravi problemi che esse presentano.


"L'Italia è degli italiani": sino al voto. Poi dopo...

Per il momento, in tempi di magra Italia, sulle passerelle della moda si è ottimisti, con vestiti per modelle segnate dall'abbondanza. Amintore Fanfani, storico dell'economia, aveva teorizzato che quando si accorciano le gonne, gli affari vanno male. Applicando la regola all'inverso con i panni che s'allargano, speriamo che le forme tonde siano beneauguranti per le sorti del Paese.

Salutoromano [Anno III, post n. 52 (429)]
Publié le 16/02/2008 à 18:27
Par antoniomontanari
TrioIncontrarsi e dirsi addio... Ma c'è sempre un modo. Invece Casini non soltanto ha sbattuto la porta in faccia a Berlusconi, ma gli ha pure urlato dietro parolacce: "Non tutti in Italia sono in vendita". Punto e basta.

Dietro a tanta sicurezza, non diciamo arroganza (che in politica da difetto diventa virtù), non c'è il vuoto fatto di speranze ed illusioni. C'è un ragionamento ben fondato, con tutti i crismi che possono fare di Casini il candidato ideale per il Centro. Il quale dopo le elezioni di aprile sarà chiamato a governare.

Fini chiude d'imperio il proprio partito confluendo nel Popolo delle Libertà. Il congresso ci sarà in autunno, ma ciò che conta è l'annuncio in questa vigilia elettorale. Ne riceverà vantaggi l'altra destra.


Salutoromano Lo spazio elettorale di Berlusconi si restringe. Pareggerà forse con Veltroni. E Casini sarà l'ago (acuminato) della bilancia.

Due notizie europee. Anche la Germania ha il suo bravo scandalo fiscale. Meno male, così in questo campo non siamo più soli.
In Francia personalità di entrambi gli schieramenti accusano Sarkozy di gestire il potere da monarca. Tra le altre cose, gli si rimprovera il discorso sulla religione tenuto a Roma, nell'investitura a "canonico lateranense". I valori laici sono cari sia a destra sia a sinistra, in Francia.
Se ne dovrebbero ricordare quanti in Italia, a destra ed a sinistra, hanno sognato anche per noi un modello Sarkozy. Se si realizzasse, il suo sosia nostrano non si accontenterebbe di essere nominato "canonico lateranense". Come minimo pretenderebbe un cardinalato.


[Anno III, post n. 51 (428)]

anti_bug_fck
Publié le 15/02/2008 à 18:19
Par antoniomontanari

Post15022008Beato lui, Giuliano Ferrara, che ha trovato la "verità sulla vita umana", e si rifiuta di discuterne o discuterla. I confronti sono futili, dice. Si sottrae al dibattito. Però chiede che gli sia consentita la 'par condicio' prevista dalla legge per le elezioni. Alle quali si candida con questa lista che ha inventato, per fermare la strage degli aborti nel mondo.

Beato lui, che non s'accorge di un piccolo fatto: non riescono a governare l'Italia, i nostri due rami del Parlamento, e dovrebbero pure pensare a risistemare il mondo.

«Senza fanatismo», dice di aver trovato questa verità. Ma con fanatismo sembra difenderla.
È un suo diritto. Credo che però risulterebbe più efficace nella esposizione, se avesse la buona volontà, non dico l'umiltà, di sottostare alla regola del pubblico dibattito televisivo.
Lo vuole fare in un teatro, perché la tivù rovina tutto: "Io non discuterò della vita umana, come se fosse un'opinione, con alcun candidato in tv. La tv è antiveritativa. Un bel mezzo per comunicare, rispettabile e fatto da persone rispettabili, tra cui io stesso fino a ieri. Ma sul ponte di Messina o sull'Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l'amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità".
Sembrano parole di Antonio Ricci, il Maestro di "Striscia la notizia", il teorico del "tutto finto" in tv.

Beato lui, Giuliano Ferrara che se ne va sicuro, senza curarsi delle ombre che proiettiamo sui nostri muri. Come suggeriva Eugenio Montale in una celebre poesia, "Non chiederci la parola".
Non ci chieda Ferrara alcuna parola in più. Si resta senza, quando lui comincia le sue filippiche (come l'altra sera da Lerner) e rifiuta la discussione.

Stamani su RaiUno ha evitato il futile dibattito con il vecchio Marco Pannella, leone in gabbia, defraudato del confronto. Alla fine Pannella è esploso con quelle dichiarazione che nascono da una passione pari a quella di Ferrara.
Ecco perché dispiace ancora di più che Ferrara abbia voluto non misurarsi con un antico maestro dell'arte retorica in politica.
È sembrato, Ferrara, un giovincello schizzinoso quale invece non è, e che rifiutava di riconoscersi allievo di quel maestro. Magari in debito di un gratitudine. Insomma, problemi psicologici o psicoanalitici, da figlio che voleva (davanti al 'padre' spirituale) tentare di superarlo e di demolirlo?

Siamo entrati nell'era delle affermazioni apodittiche. Berlusconi ha tranquillamente potuto dire da Vespa che lui e don Verzé studiano per allungare la vita umana a 120 anni.
Commenterebbe Ferrara che non è, quella del cavaliere, un'affermazione vera perché fatta in tv. Su questo siamo d'accordo con lui: è una balla. Ma quando se ne dicono di tale portata, chi ha obbligo d'intervenire per difendere non quella che Ferrara chiama la "verità sulla vita", ma la decenza della logica scientifica usata come un belletto in carnevale da fanciulle avvizzite e dalla virtù ormai dimenticata?

[Anno III, post n. 50 (427)]

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