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Publié le 15/02/2009 à 16:44
Par antoniomontanari
Blog_berl_bronzo Per il G8 del prossimo luglio in Sardegna, Berlusconi vorrebbe avere a disposizione anche i Bronzi di Riace. Si sa come è il personaggio. Ha la passione per l'arredamento. Al G8 di Genova, 2001, fece attaccare i limoni con la colla ad alberelli spogli che montavano la guardia senza convinzione e dignità vegetativa. La Natura, secondo il Cavaliere, è manipolabile come la sua capigliatura. Ciò che non c'è, s'importa. E che gli importa se poi il risultato è quello di una scenografia teatrale di cartapesta da sfilata del carnevale di Viareggio?

La notizia sui Bronzi di Riace ci permette di intitolare impunemente questo post. Avremmo voluto invece ispirarci ad una frase che leggiamo virgolettata nel saggio composto da Fabrizio Rondolino nella pagina culturale della "Stampa", e che riguarda certe opere letterarie odierne, così "alte" da essere accettate impunemente "in qualche parnaso di stronzi".

Ecco il nostro pensiero segreto. Il titolo ideale per questo post era: "Gli stronzi di Riace". Ma temendo di essere troppo audaci, abbiamo rinunciato al progetto e ci siamo affidati alla riverenza verso la notizia dei Bronzi da esporre in Sardegna.

Nel giornalismo, la riverenza è un gesto semplice e consuetudinario. A tal punto che è stata criticata anche dal buonista Veltroni, pur con un giro di parole illuminante. Anch'egli sulla "Stampa", ha detto che oggi come oggi c'è "un problema di racconto della politica italiana": "Gran parte dei politici e dei giornalisti si è formata in un tempo che non c'è più".

Da buon interprete della cultura mass-mediatica, Veltroni accenna a quell'eterna questione sui rapporti fra giornali e politica, spesso risolta appunto seguendo la linea che abbiamo definito della "riverenza".
Se faccio una proposta del governo-ombra, spiega Veltroni, mi dedicano tre righe. Se parlo delle "vicende interne" del Pd "o contro Berlusconi", mi danno nove colonne. Ovvio. Il tutto risponde al desiderio di compiacere il potente di turno.

Ecco, il "problema di racconto" della politica spiegato da Veltroni, ci ha fatto balenare pericolosamente agli occhi la citazione virgolettata da Rondolino sulle opere letterarie così "alte" da essere accettate impunemente "in qualche parnaso di stronzi".

E se questo parnaso fosse pure quello dei politici e di quanto girano loro attorno, sia che si trovino ad ammirare i Bronzi a Riace o passino il loro tempo altrove?

[15.02.2009, anno IV, post n. 53 (773), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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Publié le 15/02/2009 à 12:43
Par antoniomontanari

Bonolis_blog_130209

In breve "B.B.", "Boicottiamo Bonolis", il suo festival ed i suoi sponsor, solamente per dimostrare che il popolo bue non esiste, e che sappiamo non farci prendere in giro da chi porta a casa un milione di euro soltanto per presentare un festival canzonettaro. (Mentre mancano i soldi per la ricerca...)

E nessuno si è accorto della pubblicità occulta degli spot in cui il conduttore maximo appare con la solita spalla che lavora con lui nel reclamizzare una certa marca di  caffè...? Bonolis_blog_130209

[15.02.2009, anno IV, post n. 52 (772), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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Bonolis_blog_130209

Publié le 13/02/2009 à 16:25
Par antoniomontanari
Berlus_130209_blog Segnatevi la data odierna, vigilia di San "Va Lentino". Per la prima volta il capo del governo italiano ha dimostrato di aver compreso la gravità della situazione economica. Dichiarandosi preoccupato per una crisi le cui dimensioni "non sono ancora del tutto definite".

Per arrivare a queste conclusioni, Berlusconi ha impiegato sei mesi.

In agosto aveva sentenziato che non ci sarebbe stata "recessione". La parola, scrivemmo qui, circolava invece già nei commenti economici dagli Usa all'Europa.
Il 24 ottobre l'Ocse lanciava l'allarme: la recessione sarà "più ampia a prolungata". Ma lui, non ci credeva.

Soltanto oggi, 13 febbraio, Berlusconi ha compreso che la rogna è grave, con una crisi globale che dipende "anche dai nostri comportamenti".
A novembre aveva invitato gli italiani a "tornare a spendere". Aveva segnalato che la crisi poteva rivelarsi "anche molto profonda". Ma aveva dato la colpa alle "profezie negative che si auto-alimentano", ed  a quell'uccello del malaugurio della sinistra. Da cui era stato creato un "clima di sfiducia generale" attraverso giornali e tv, compresa quella pubblica.

Invece, questo lo aggiungiamo noi, le tv personali del premier illustravano le visite americane di comitive di connazionali che andavano a far spese convenienti a Nuova York. O mostravano cittadini felici che in patria affollavano gioiellerie e profumerie...

Con passo lento e mente ancora meno rapida, il cavaliere arriva soltanto dopo sei mesi ad avere un'idea meno confusa del solito del quadro economico mondiale. Il fatto non ci meraviglia. Ci rattrista, ma soltanto per noi "società civile" che ne paghiamo le conseguenze, che sia circondato da adulatori che non lo tirano sanamente per la giacchetta.
Ma questo è un fatto tipico nelle situazioni politiche in cui un leader assume toni altezzosi con un'arroganza intellettuale che sfocia soltanto nell'offesa agli avversari politici, da lui considerati nemici da estirpare.

Ripetiamo quanto già osservato qui sopra. I fatti gli hanno dato torto, dimostrando che non basta considerarsi monarchi costituzionali per essere veri statisti.

Bonolis_blog_130209 Post scriptum. E' un perfetto ritratto dell'Italia berlusconiana quel Bonolis sanremese che si becca un milione di euro per presentare il festival. E che si giustifica dicendo: per quella roba lì lavoro un anno intero (magari senza ferie pagate...).

[13.02.2009, anno IV, post n. 51 (771), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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Publié le 12/02/2009 à 17:27
Par antoniomontanari

Avvisoattenzione

Il potere politico sogna di poter gestire un'informazione finta, scrivevo qui due giorni fa.
Stamani la "Stampa" offre un'amara primizia: "Il centrodestra vara l'ammazza-notizie".
Ovvero siamo sulla buona strada per completare un disegno illiberale, imbavagliare l'informazione, da parte di un governo sedicente liberale. Anzi forse siamo addirittura al capolinea di una grave crisi istituzionale.

Non può rassicurare che a difendere il capo dello Stato, attaccato nei giorni scorsi da Berlusconi, arrivi il più convinto anti-sistema della coalizione di governo, il leghista Bossi.
Il quale recita il ruolo paternalistico di chi può permettersi di tirare le orecchie al presidente del Consiglio. Ma sempre con quella bonomia che nasconde l'ambiguo, sempiterno gioco delle parti di questa maggioranza. Dove Fini parla e straparla per illanguidire Veltroni, ma alla fine, chi comanda è solo e soltanto il cavaliere di Arcore.


Censura Il quale, se pochi giorni fa aveva definito "una situazione che fa ridere" quella della lettera di Napolitano sul caso Englaro, oggi smentisce, come da copione: "Il presidente del Consiglio non ha alcun interesse a non aver rapporti cordiali con il presidente della Repubblica".

Ed a confermare il gioco delle parti di cui dicevo, ecco Bossi che dà ragione a Berlusconi: "La sinistra ha visto un tentativo di delegittimazione del presidente, ma non è vero. Berlusconi in quel momento ha solo sentito il dovere di salvare Eluana".

Berlusconi assicura: "Io non ho mai attaccato la legge fondamentale dello Stato, anzi semmai l'ho difesa". E precisa: anche la sinistra vuole cambiarla. Quando fa comodo, quella sinistra bolscevica con cui il cavaliere non vuol dialogare, è la foglia di fico per coprire certe  sue "vergogne". Ditemi se tutto questo è normale.

Su questo sfondo triste, arriva la doccia fredda del Pd che alla Commissione Sanità del Senato ha sostituito (per motivi tecnici) il prof. Ignazio Marino favorevole al testamento biologico, con Dorina Bianchi che da teodem è contraria. Veltroni rassicura che non cambierà nulla. Ovviamente non sarà colpa sua se qualcosa (ovvero tutto) cambierà. Grazie al Vaticano ed ai teodem. Ecco un altro bavaglio che è imposto alla vita pubblica italiana.
Annapolitkovskaia1
Il potere politico sogna di poter gestire un'informazione finta. L'amico Putin ci è già arrivato. Vi ricorda nulla il nome di Anna Politkovskaja?

[12.02.2009, anno IV, post n. 50 (770), © by Antonio Montanari 2009. Mail]


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Publié le 11/02/2009 à 19:18
Par antoniomontanari
Novello_cilindro Un'adorabile vignetta di Giuseppe Novello (1897-1988), celebre firma della "Stampa" nel dopoguerra ed oltre, illustrava "il Conte Nuto mentre osserva la Forma".
Per noi antichi, la forma è il parmiggiano. E contenuto e  forma erano due termini che forse non ricorrono più nelle scuole odierne, lontane mille miglia dalla enunciazione desanctisiana "tal contenuto, tal forma".

La vecchia enunciazione, che presiedeva a tutte le discussioni letterarie, andrebbe ripresa.
Ad esempio si potrebbe dire che il mignottismo di tante trasmissioni tv rispecchia l'andazzo morale della società.  Tal mignotta trionfante nella vita, tal immagine di mignotta esuberante nelle trasmissioni di successo.

Si potrebbe osservare che, se la gente preferisce non ascoltare il racconto della cronaca, è perché è stata educata a guardare i fatti dal buco della serratura. Per coglierne elementi pruriginosi, non spunti per discutere seriamente di un tema.

I giornali di stamani abbondano di discussioni sulla scelta popolare che l'altra sera ha premiato il "Grande fratello" e sconfitto i programmi seri sul caso di Eluana.
L'esito della sfida rispecchia l'educazione impartita tutti questi anni al popolo. Come dice lo slogan della campagna abbonamenti Rai? "Buona la tv, buono anche tu". La Rai e Mediaset come nuovo Ministero della Cultura popolare. Non è un progetto. E' un risultato evidente, sotto gli occhi di tutti.

Le discussioni odierne, perché ha vinto la Marcuzzi a danno di Vespa e di Fede, sono molto oziose. Dato che cane non morde cane, le cronache dei quotidiani non raccontano di come sono stati impostati i vari servizi. In certi casi è bello tacere.
Coliandro
Post scriptum. Per l'ispettore Coliandro non diciamo soltanto se la sceneggiatura è fatta bene, se gli attori recitano con grazia. Per favore, raccontiamo il contenuto. Il telefilm di ieri sera trattava delle mele marce presenti nella Benemerita, e mica  per roba di poco conto...

[11.02.2009, anno IV, post n. 49 (769), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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