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Publié le 13/03/2009 à 16:48
Par antoniomontanari
Publié le 12/03/2009 à 16:23
Par antoniomontanari
Fallisce al debutto su Rai1 "Incredibile". Nulla di strano. L'Incredibile comanda su tutto, è capo del governo, vorrebbe diventare anche il marionettista dell'opposizione, definisce "coglioni" quelli che non lo votano, non credeva alla recessione in agosto, poi ha dovuto ammetterla: così, tanto per non sfigurare troppo, ma poi s'è premurato di darne la colpa a giornali e tv...
In un Paese guidato dall'Incredibile, non può reggere una trasmissione dallo stesso titolo. Ovvio, elementare. Dato che l'argomento non è ridanciano, ma tremendamente serio, andiamo a citare un articolo di "Repubblica" di oggi, in cui Stefano Rodotà tratta delle "Spallate alla Costituzione".
Dove è ricordato Obama che ha scritto: "Esercitando la mia responsabilità nel decidere se una legge sia incostituzionale, agirò con prudenza e misura, basandomi unicamente su Interpretazioni della Costituzione che siano solidamente fondate". Commenta in conclusione Rodotà: "La spallata berlusconiana al Parlamento nasce in tempi di costituzionalismo debole e ha come fine, insieme alla cancellazione del sistema parlamentare, l'azzeramento delle garanzie, lo smantellamento del sistema dei diritti".
Si allude non soltanto alla recente proposta del cavaliere di far votare alle Camere unicamente i capigruppo parlamentari, ma a tutta una serie di questioni sul tappeto che vanno alterando "il funzionamento del sistema istituzionale". Ed accentuando le responsabilità del Capo dello Stato e della Corte costituzionale.
Questa è tutta l'incredibile realtà che un Incredibile, presidente del Consiglio dei ministri, ha creato e sta cercando di consolidare a danno degli equilibri costituzionali.
Per questo motivo ha ragione Franceschini che in un'intervista anticipata oggi da "l'Espresso", dichiara: se Berlusconi "stravince alle europee, grazie all'astensionismo e alla delusione nel nostro campo, quello che potrà fare dal giorno dopo è inimmaginabile".
Ci è già capitato di osservare che per Veltroni, se restava in carica sino all'estate, si preparava una lezione sonora, con un'astensione mai vista. La linea Franceschini potrebbe far far marcia indietro a molti dubbiosi.
Ma occorre non soltanto che al centro il Pd sia più saldo, ma che pure la periferia esca dal letargo. In quella periferia in cui si crede che le critiche oneste, ovvero disinteressate e senza secondi fini, siano la causa della crisi in cui i signori delle tessere si trovano a navigare con fatica e stanno per affogare miseramente. [12.03.2009, anno IV, post n. 75 (795), © by Antonio Montanari 2009. Mail]
 Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it gruppobloggerlastampa
Sitemeter
Publié le 11/03/2009 à 15:59
Par antoniomontanari
Ma la Curia romana protegge il papa da possibili "errori", preparandogli dossier certi e documentati?
Vien da chiederselo partendo da una frase del pontefice contenuta nel documento che sarà pubblicato ufficialmente domani.
Esso riguarda la recente decisione papale di revocare la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, tra cui c'è quel Richard Williamson segnalatosi per il suo negazionismo.
Nella anticipazioni odierne, si legge che Ratzinger ammette in prima luogo gli errori che hanno accompagnato la revoca. Tra essi, appunto il non essersi accorti, nella Curia, delle gravissime posizioni di Williamson ampiamente diffuse su Internet. E quindi conoscibili anche da parte della stessa Curia.
Dobbiamo immaginare che nei sacri palazzi apostolici sappiano sempre qualcosa di più di quello che noi semplici ed ignari lettori del web apprendiamo, accedendo ad una linea telefonica. Però dobbiamo constatare che la nostra immaginazione erra per eccessiva fiducia.
Abbiamo già sottolineato qui, il mese scorso, che il caso di Williamson richiama la vicenda di Stanislaw Wielgus nominato dal Vaticano arcivescovo di Varsavia nel gennaio di due anni fa. Ci siamo permessi una battuta riassunta nel titolo che parlava di "InCuria romana".
Scherzare sulle cose serie, è utile per mantenere quel distacco razionale da esse che è sommamente necessario, e per non cedere all'emotività reazionaria propria dei tipi come Williamson.
Per Wielgus ci chiedemmo: "è colpa di Benedetto XVI oppure si tratta di un tiro mancino della Curia ai suoi danni?". La domanda si replica per Williamson. Con una desolata aggiunta che deriva da notizie pubblicate domenica scorsa sul vescovo John Magee.
Citiamo i titoli apparsi su "CorSera", "Repubblica" e "Stampa": "Pedofilia, si dimette l'ex segretario di tre papi", "Pedofilia, travolto il segretario di tre Papi", "Preti pedofili. Si dimette il segretario dei Papi". Sulla "Stampa" c'è poi un sottotitolo virgolettato che illumina la vicenda: "Proteggeva chi abusava dei minori".
Diceva Enzo Biagi che anche a Gesù non andò bene in un caso su dodici. Forse in Curia, nella scelta del personale più responsabile, le percentuali si rovesciano, stando ai casi qui ricordati.
Se anche la Chiesa di Roma è travolta dai "fannulloni" c'è poco da stare allegri. E da temere che qualcuno pensi di arruolare Brunetta, magari nominandolo cardinale. Ma la sua Titti non lo permetterà e noi saremo più tranquilli.
Invece ci inquietano quelle parole del papa anticipate oggi, sul non essersi accorti, nella Curia, delle gravissime posizioni di Williamson. Accusa mica da poco. [11.03.2009, anno IV, post n. 74 (794), © by Antonio Montanari 2009. Mail] Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it gruppobloggerlastampa
Sitemeter
Publié le 10/03/2009 à 16:32
Par antoniomontanari
Publié le 10/03/2009 à 16:31
Par antoniomontanari
"Folle, armato lasciato libero di uccidere". Il titolo che apre l'edizione nazionale della "Stampa" ha qualcosa di più del carattere locale. La tragedia è avvenuta a Torino. Ma è simbolo di una realtà nazionale. Quella di uno Stato malato d'inefficienza in cui il morbo provoca un contagio letale. Un padre ucciso, la figlia ferita gravemente.
Ma è lo stesso morbo che risalta nella prima pagina di "Repubblica" per una cronaca molto diversa, ma egualmente frutto di quell'inefficienza: "Così si moriva nella casa degli orrori". Una casa che è un istituto di ricovero, con dodici persone scomparse e quindi "possibili omicidi". Un ricovero "per derelitti e ripudiati di ogni specie". Simboli e vittime di uno Stato ormai derelitto e ripudiato da chi dovrebbe per dovere istituzionale farlo funzionare. Non dateci dei pessimisti.
Sulla "Stampa" del 5 marzo Lucia Annunziata ha firmato un fondo molto onesto, "Giustizia è sfatta". Diciamo onesto perché non chiama in causa soltanto i guasti della macchina giudiziaria, con le indagini italiane "ampiamente carenti anche quando si tratta di crimini comuni". Ma coinvolge pure il mondo a cui l'autrice appartiene: "Troppo spesso noi giornalisti facciamo da acritica cassa di risonanza delle indagini. Una responsabilità che ci è stata già rinfacciata. E che ci prendiamo".
I quotidiani non sono una sacra bibbia. Per molti motivi. Non lo debbono essere per i lettori che vi si devono accostare con la consapevolezza che la "verità" di un giorno può trasformarsi in "bufala" la mattina successiva. Ma i quotidiani non debbono essere considerati portatori di valori assoluti anche da parte di chi li fa. "La Stampa" ha pubblicato un articolo di Sebastiano Vassalli su Leopardi che non leggeva bene il testo originale Ho inviato una breve e cortese lettera, ma non è stata pubblicata. Andava contro il parere di uno scrittore ovviamente considerato intoccabile, e nessuno poteva permettersi di documentare come esso fosse più che infondato, del tutto errato.
Pensiamo che se questo succede per una frase di Leopardi, ancor meglio può accadere per discorsi più seri. Per cui ha fatto bene Lucia Annunziata a scrivere che "troppo spesso" i giornalisti fanno "da acritica cassa di risonanza"... Non soltanto alle indagini, ma a ciò che politicamente sta loro dietro, ci permettiamo di aggiungere.
[10.03.2009, anno IV, post n. 72 (792), © by Antonio Montanari 2009. Mail] Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it gruppobloggerlastampa
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