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Publié le 02/03/2009 à 16:56
Par antoniomontanari
Davanti alla prospettiva di un bel rogo (ideale e legale) su cui far salire le prime vittime del dolore nel caso Englaro, nella maggioranza di governo cominciano a spuntare voci di dissenso. L'inchiesta giudiziaria sul padre della povera Eluana è poco civile e non cristiana, ha detto il ministro Sandro Bondi. Capezzone, l'ardito e spigoloso Capezzone, ha addirittura sottolineato: "Mi pare crudele denunciarlo e dargli dell'assassino".
Cossiga pensa che l'ideale sarebbe stato che il Parlamento non si fosse occupato della questione della "fine vita". Meglio lasciare a medici e famigliari certe decisioni, ritiene Beppe Pisanu, dc di lungo corso e di estrazione zaccagniniana.
A questo punto, la rosa delle opinioni si amplia. Ed è un fatto positivo per testimoniare sia civiltà nel dibattito, sia rispetto delle elementari regole democratiche. Che dovrebbero evitare il trionfo dei toni irrispettosi verso qualsiasi scelta così difficile, dura ed impegnativa come quella di cui si discute. Per fortuna che qualche pompiere è sceso nell'arena dei mangiatori di fuoco.
Fa piacere vedere che tra tanti assatanati possessori di verità assolute, si trovano anche persone che, a livello diverso sia per esperienza sia per orientamento culturale, hanno lo stesso desiderio di far cessare la disfida armata contro il povero Beppino Englaro.
Pisanu ha detto altre cose molto oneste e condivisibili sul problema dell'immigrazione e delle ronde. A proposito delle ronde, ha osservato: esse sono ''un vulnus all'unitarietà e all'efficienza del nostro sistema di sicurezza''. Inoltre esse ''spesso si presentano come milizie di partito'' più che come associazioni di volontariato.
Circa l'immigrazione, ha sostenuto: "Gli immigrati sono per noi forza vitale. C'è l'inconveniente dell' immigrazione clandestina, e quella va combattuta". Se nei prossimi 20 anni si vorrà mantenere la quantità di forza lavoro attuale, bisognerà "mediamente importare 300 mila paia di braccia l'anno".
Tiriamo le somme. Le uniche voci ragionevoli del centro-destra sono queste? Quella di Pisanu che proviene dalla sinistra-dc di Zaccagnini? Allora, tutto ciò significa il fallimento del progetto del cavaliere, del presidente Fini e di tutti gli altri intellettuali che sfilano sui teleschermi a spiegare l'inspiegabile. Sinora hanno raccontato barzellette. Come hanno ben compreso i governanti stranieri. Ieri su "Repubblica" Mario Calabresi, raccogliendo confidenze di "uomini dell'Amministrazione", ha spiegato che alla Casa Bianca non dimenticano certi atteggiamenti sconvenienti o certe parole "in libertà" di Berlusconi che non rispettano la prassi diplomatica di un alleato degli Usa.
"Nei palazzi del potere americano nessuno" ha dimenticato le affermazioni di Berlusconi sull'"aggressione georgiana", la sua rottura della linea della Nato in favore dell'"amicizia fraterna" con Putin. Da Washington "adesso sottolineano che fughe in avanti di questo tipo, nei confronti della Russia o dell'Iran, non saranno più tollerate".
Anche in politica estera il capo del nostro governo ha bisogno di un qualche pompiere che spenga i suoi bollori. I quali gliela fanno fare spesso e volentieri fuori dal vaso. [02.03.2009, anno IV, post n. 65 (785), © by Antonio Montanari 2009. Mail]
 Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it gruppobloggerlastampa
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Publié le 01/03/2009 à 17:15
Par antoniomontanari
Certe ronde ci sono sempre state. Un esempio. Controllori dell’ordine pubblico sotto la specie di quanto si scrive sui giornali. C’è sempre qualcuno che si ritiene un sapientone, mentre i fatti dimostrano che è un perfetto cretino. Perché soltanto un cretino può sostenere che non esiste una certa realtà, attestata da mezzo millennio di documenti, libri e studi. Soltanto un cretino prezzolato può avere accesso in un quotidiano dove altri suoi pari grado possono poi scrivere che è uscito un volume dove si dichiarano inesistenti i fatti attestati da mezzo millennio di documenti, libri e studi.
Soltanto un cronista mafiosamente rondista può accreditare con tanto di firma l’esistenza di quel volume che non c’è, non è mai apparso e non sarà mai pubblicato. Ma è soltanto un’invenzione perfida per colpire qualcuno che non frequenta certi circoli, letti, salotti, paraventi e sagrestie. Vedete che bel frullato di corruzione esce dalle ronde e dai loro messaggi. Trasformano in libro una mail ricevuta, e spacciata confidenzialmente per anonima. Sì col cavolo che era anonima, vi figurate un quotidiano che pubblica come verità teologica una mail di uno sconosciuto?
No, il cronista del quotidiano doveva conoscere bene il delatore-autore della mail, sacro inventore di balle e di lettere anonime come ricambio a certi favori professionali. Sui quali incombe il fantasma di liason erotiche benedette a livello di pubblica teologia ecclesiastica in quella città lontana e forse financo sconosciuta. Dove tutto accade senza accadere, perché l’idiozia delle connivenza genera un’immoralità che soltanto gli sprovveduti possono scambiare per innocenza perduta, è invece soltanto perfidia acquisita, ben pagata e ricambiata.
Certe ronde ci sono sempre state, dunque. Ed il magistrato di turno in quello strano paese non ha voluto accertare chi fosse il mandante, chi avesse scritto la mail, perché nella notte nera tutte le vacche nere non possono diventare bianche, perché in quel luogo non ci s’accorge di nulla, ed il capo di tutti i magistrati di turno lo definisce corrotto, dopo vent’anni di permanenza nel suo alto ufficio mentre se ne va in pensione. Incolpando quasi i cittadini di non aver denunciato quella corruzione che lui, per dovere d’ufficio, avrebbe dovuto perseguire.
Ed allora davanti a tutto ciò in quella strana, lontana, corrotta città, le ronde ci sono sempre state con il beneplacito "delli superiori”" ad maiorem gloriam delle perversioni intellettuali di pochi detentori dei cordoni della borsa da cui escono i trenta danari della corruzione e del tradimenti. L’Italia è grande, e non so dove collocare quelle ronde di cui ho detto.
L’Italia è troppo grande per capire le piccole cose locali. E le città sono troppo ingranate negli affari occulti di gruppi di potere e corruzione per cercare di individuare, semplicemente da quale numero telefonico era partita la mail trasformata fantasiosamente in libro, per distruggere una realtà storicamente attesta da mezzo millennio e la reputazione di chi ne aveva tranquillamente parlato sopra un giornale.
Certe ronde ci sono sempre state. Ed hanno salito anche le scale vescovili per insegnare in istituti teologici grazie chissà a quali meriti, dato che ignorano persino le cose contro le quali parlano. Ma così va il mondo, così vanno i giornali, così vanno le istituzioni che corrompono acquistando spazi pubblicitari ai quali beatamente si concede un cronista mafiosamente rondista. [01.03.2009, anno IV, post n. 64 (784), © by Antonio Montanari 2009. Mail]
 Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it gruppobloggerlastampa
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