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Publié le 08/05/2009 à 17:00
Par antoniomontanari
Sorriso Lasciamo perdere la fanciulla in fiore, "donata" del gioiello presidenziale. Rovesciamo il discorso. Pensiamo al problema politico.

Il mistero è il militante ignoto a tutti, che avanza candidature elettorali al leader maximo del partito che governa l'Italia, e nel quale partito il militante ignoto appunto è un signor Nessuno. Ovvero del tutto sconosciuto.209090-noemi1

E' normale tutto ciò? Ci diranno di sì, anzi ce lo hanno già detto in casa Santoro: il premier ascolta tutti, risponde a tutti al telefono, basta chiamarlo a casa, e ve lo passano al cellulare.

Altri tempi erano quelli in cui ai politici la parola "cellulare" faceva paura. Era il triste camioncino usato dalla polizia per gli arresti. Adesso, stando alle leggende metropolitane, è il più semplice sistema per contattare anche il più elevato in grado degli uomini politici.

Ci dovranno spiegare se nel caso specifico del militante ignoto, può telefonare lo stesso personaggio di sesso maschile o deve arrivare prima sua figlia, per colloquiare con il capo del governo che la fanciulla in fiore chiama "papi". A dimostrazione che la democrazia mica è roba difficile da conquistare. Basta essere belle e giovani, ed è subito "papi".

[08.05.2009, anno IV, post n. 131 (851), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Publié le 08/05/2009 à 17:00
Par antoniomontanari
Sorriso Il problema non è quello (divertente) delle due scarpe spaiate che un candidato del Pd ha pubblicamente indossato in un confronto televisivo.

La questione (seria) è quella di molti esponenti del Pd che tengono i loro due piedi (nonostante tutto non possono averne un altro di riserva) in tre scarpe diverse. Perché la vita insegna che non si sa mai, può succedere di tutto ed è meglio premunirsi, può esserci un'occasione buona per saltare il fosso, può succedere che una scarpa si riveli sfonda ed è meglio sostituirla durante la camminata...

Il rovescio della medaglia è che l'errore delle due scarpe spaiate non è un dramma, ma il salto del fosso lasciando come testimonianza la terza scarpa abbandonata dopo il cambio, è una prova di quanto poco si consideri la politica come servizio per restare gloriosamente a galla a proprio esclusivo personale vantaggio.

[08.05.2009, anno IV, post n. 130 (850), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Publié le 07/05/2009 à 16:23
Par antoniomontanari
Sorriso La signora Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, divorzianda da Silvio Berlusconi, è diventata l'oggetto del desiderio dell'informazione. Oggi il "Corriere della Sera" pubblica due interventi in stile Coppi-Bartali, ovvero tu per chi tieni?

Una avvocata tifa per lui, una scrittrice per lei. L'avvocata Bongiorno motiva razionalmente la scelta: il cavaliere non poteva non rispondere alla moglie. E poi confida di condividere molte delle affermazioni della signora Bartolini.
La scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti tiene per lei, vittima di una violazione di "par condicio".

A tagliare la testa al toro, a fianco dei due interventi, un'intervista a don Luigi Maria Verzé. Che dichiara: Silvio è un generoso, Veronica una intransigente.

Intransigente? Una colpa, ma proprio per un sacerdote? Una volta sarebbe stata considerata una virtù da additare alla pubblica ammirazione. Come cambiano i tempi. Anche perché è molto facile essere "generosi" donando un collier in oro e brillanti alle diciottenni con tutto quel capitale che ci si ritrova. Magari la spesa la  si porta pure in detrazione fiscale per spese di rappresentanza.

[07.05.2009, anno IV, post n. 129 (849), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Publié le 07/05/2009 à 16:22
Par antoniomontanari
Sorriso Il "Corrierone" cerca di educare l'imperatore di Arcore. Il 5 maggio, PG Battista lo invita ad avere "un più forte senso del limite". Non soltanto per avvantaggiare la sua parte politica, ma anche il "comune senso del decoro".

Una volta si parlava di "comune senso del pudore". L'espressione ha perso per strada gran parte del suo valore. Pudore è parola tramontata. Oggi diremmo quasi azzardata. Da salotto gozzaniano, mentre trionfano quelli televisivi. In cui la parola è sconosciuta o violata con consapevole volontà di offrire nuovi codici di comportamento collettivo.

PG Battista ha compilato un lungo elenco di cose che non vanno nei pubblici comportamenti del cavaliere.
Dall'indifferenza "nei confronti del dissenso interno" nel suo partito, al "troppo frenetico andirivieni tra Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli", l'abitazione privata romana.
Ma casa e bottega sono un lusso padronale che è fenomeno politico. Le cui "colpe" vanno attribuite anche a chi, prima di Franceschini, ha fatto un'opposizione puramente teorica.

6 maggio. Massimo Franco ha introdotto tra moglie e marito, la signora e l'imperatore, il terzo incomodo, il Vaticano. Che è troppo comodo tirare in ballo per tirare le orecchie a Berlusconi.
Il "Corriere" mescola così motivazioni psicologiche di massa, interessi politici particolari ed un uso politico della religione che dovrebbe essere rifiutato dagli spiriti laici.

Franco ha scritto che le polemiche dell'opposizione potrebbero "accentuare la distanza fra centrosinistra e Vaticano". Il Vaticano, si sa, fa il tifo per Casini non per colpa di Franceschini, bensì per "vendicarsi" di Prodi, una persona seria umiliata dalla gerarchia romana.

"Avvenire" ha chiesto "sobrietà" al cavaliere, ma la Curia romana ha inviato all'imperatore quelli che Ugo Magri sulla "Stampa" chiama "messaggi rassicuranti". Forse le "prediche" del "Corrierone" resteranno un segnale significativo più del prevedibile.

Cossiga ha citato sant'Agostino, "Ecclesia casta et meretrix" forse per dire che l'Italia (non la Chiesa) di questi giorni è quello che nel linguaggio meno forbito si definisce un casino? Pensieri troppo alti per il sottoscritto.

[07.05.2009, anno IV, post n. 128 (848), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Publié le 07/05/2009 à 16:22
Par antoniomontanari
Sorriso Quel Bertinotti che scrive di Prodi esser "diventato uno spregiudicato uomo di potere", dimostra un contagio ideologico per opera del verbo berlusconiano. Fausto come Silvio, dunque.

A questo punto si potrebbe aggiungere, Fausto peggio del Romano che lui s'inventa e racconta.
Mettetela come volete, ma la faccenda è seria. Un cero a san Fausto, san Silvio lo ha portato sicuramente. Su questo non ci piove, anche se mancano le prove. Fotografiche.

[07.05.2009, anno IV, post n. 127 (847), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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