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Publié le 27/06/2007 à 19:31
Par antoniomontanari
Veltroni_torino02h

Lungo messaggio alla Nazione, verrebbe da osservare per il discorso di Walter Veltroni. Ma l'ora e 40 minuti da lui impiegati rivelano il drammatico momento attraversato dal nostro Paese.
Veltroni ha parlato non da candidato ma da leader investito, da primo ministro non troppo in pectore, da uomo che sembrava uscire dal Quirinale dopo aver sciolto la riserva per l'accettazione dell'incarico.
Comunque la si pensi, non si può negare che abbia idee chiare e passo fermo.
Ha detto «Voltiamo pagina». Poi ha richiamo problemi che si sentono dibattere da 40 anni. Ne possiamo ricavare veramente la conferma che l'Italia è ad un punto morto proprio per quei politici a cui Veltroni ha dato la colpa di agire come «gruppi di potere» che cercano di attirare iscritti per «tornaconti di parte».
Mi ha convinto il punto in cui ha sostenuto che l'antipolitica non nasce dal cittadino che protesta, ma da chi soffia sul fuoco del populismo.
E di populismo e di idee vecchie ce ne sono in entrambi gli schieramenti, come Veltroni ha dimostrato in vari passaggi.
Se vincerà la corsa lui, dovrà far sì che anche nelle periferie del partito democratico i signori delle tessere e degli intrighi affaristici lascino il posto alle teste pensanti legate all'idea dell'interesse del Paese. Ci riuscirà?
Sottolineerei anche il passaggio in cui ha trattato della lotta alla precarietà per dare speranza ai giovani. Ed al Paese tutto, in fin dei conti.

Publié le 23/06/2007 à 18:15
Par antoniomontanari
Spiaggia_donne01g

Beh, la storia della spiaggia riccionese per sole donne, sinceramente fa un po' ridere.

Non cancella storie antiche o moderne di seduzione, non distrugge miti o retoriche erotiche del bel tempo che fu. No, sprizza da tutti i pori (delle signore) il profumo di una graziosa operazione commerciale rivolta a preparare (come intitola oggi la Stampa) quell'«aparteheid alla romagnola» che forse un giorno non lontano ospiterà soltanto la ricca clientela araba che a Riccione fa gola da parecchio tempo.

E si sa come vanno le cose di questo mondo. La bagnante italiana traccia il solco, e poi lo difende quella medio-orientale, perché non si guarda in faccia a nessuno, soprattutto a chi portando parecchi soldi vuole un trattamento di favore, e la faccia la tiene ben velata.

Un razzismo alla rovescia dunque, che punisce gli uomini. Figuratevi se un giorno si venisse a scoprire che l'idea della spiaggia per sole donne è venuta ad un bagnino e non a sua moglie!

Publié le 22/06/2007 à 18:41
Par antoniomontanari

Berlusconiveltroni

Dice: «Ho sempre creduto nella forza dello Stato. Ho solo un po' di rammarico se penso ai disgraziati che subiscono soprusi, perché per chi non ha possibilità economiche, cultura, amici, è difficile ottenere giustizia».
Si chiama Lino Aldrovandi. Suo figlio Federico è morto. A Ferrara. Due anni fa. In modi che dovrà accertare la Giustizia, appunto indagando sull'operato di alcuni poliziotti.
Le parole riportate sono le sue, sulla «Stampa» di ieri.
Dicono meglio di tanti editoriali politici. Fanno meditare. Provocano una reazione di sdegno per l'accaduto, ma soprattutto per le 'trame' che Lino Aldrovandi denuncia, con quel suo pensiero non stravagante: «Per chi non ha possibilità economiche, cultura, amici, è difficile ottenere giustizia».
Quanto interessano questi discorsi ai lettori dei blog?
Lo chiedo a chi passa per questo post: facciamo una specie di sondaggio, partendo da una statistica presentata oggi da Anna Masera, riportando i dati apparsi su http://www.diarioaperto.it/. I cybernauti italiani non amano la politica. Siete d'accordo?
Prima di rispondere, leggete un titolo sempre della «Stampa»: «Italiani indignatevi», a proposito di un libro di Daniele Biacchessi. E questo passaggio della lettera di Barbara Palombelli in prima pagina della «Stampa», «Grandi scelte da vecchi», che riguarda il futuro dei giovani e dell'Italia: ai giovani la politica non interessa, secondo i sondaggi.
Ma anche a molti anziani, aggiungo io, scappa la stessa frase. Salvo poi ricorrere ai politici per sistemare i loro giovani.

Publié le 21/06/2007 à 19:12
Par antoniomontanari
Publié le 21/06/2007 à 17:40
Par antoniomontanari

Napolitanostampa2106 Quando Loro sono andati ieri dal capo dello Stato, s'erano messi d'accordo: «Gli diciamo. "Maestà, il popolo ha fame". Lui ci risponderà: “Dategli delle brioches". Io gli dirò che giusto ho una società specializzata nella produzione di brioches politicamente corrette».
Loro sono entrati nello studio di Napolitano. Lui gli ha detto: «Maestà, il popolo ha fame...».
Napolitano non lo ha fatto finire: «Per le brioches ci pensa Sarkozy».
Loro si sono guardati attorno (a cercare Sarkozy?). Lui credeva fosse la marca di un supermercato.
Figùrati quando Emilio Fede gli ha dovuto spiegare tutto in un'intervista in diretta.

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