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Publié le 07/06/2007 à 11:52
Par antoniomontanari
L'on. Silvio Berlusconi ha detto che il governo non può reggersi in Senato con il voto di cittadini che risiedono all'estero e che non pagano le tasse in Italia. Sino a ieri credevo che la legge sul voto degli italiani all'estero l'avesse partorita il suo governo. Ovviamente ero disinformato Il presidente degli Usa ha messo in dubbio la democraticità del suo collega russo. E pensare che io mi ero fidato dell'on. Berlusconi che aveva garantito: Putin è un vero democratico. Insomma, non ci capisco più niente. Perdipiù dall'Inghilterra arrivano notizie sconvolgenti che troveranno eco e consenso presso il nostro vivace ceto intellettuale degli atei-devoti.
Sul "muso" degli aerei militari non si potranno più disegnare donnine nude (foto sopra), e nelle caserme non debbono essere esposte le classiche immagini pubblicate dai tabloid a consolazione dei militari in armi, con fanciulle a seno nudo (foto sotto). E la Gran Bretagna faro di civiltà e democrazia, che fine sta facendo?
Sulla Stampa di qualche giorno fa ho letto un interessante articolo che riguardava la scuola di Sua Maestà la Regina: sarà vietato agli alunni alzare la mano per dimostrare di saper rispondere alle domande poste dagli insegnati. Bisognerà dialogare con tutti, non far emergere i più bravi. Nessuna preoccupazione, anche in Italia nessun alunno alza la mano, le cronache raccontano che in molti alzano le mani.
Gli inglesi sono sempre più indietro di noi. Nell'anno scolastico 1969-70 nella scuola media dove insegnavo arrivò una stupenda "lettrice" dalla Gran Bretagna. Portava già la minigonna ma suggeriva di usare la frusta come usava ancora al suo Paese con gli alunni indisciplinati. Noi che eravamo più avanti e più reazionari degli inglesi, avevamo gli studenti che usavano non la frusta ma oggetti indubbiamente più pericolosi contro gli stessi insegnanti. Poi arrivarono, in Italia, anche le P38.
Publié le 05/06/2007 à 16:18
Par antoniomontanari
Stamattina mi sono svegliato con un pensierino niente male. Per cui me lo sono raccontato e me lo sono premiato.
Il pensierino. In Usa il potere conosce chi fa le marachelle (vedi scandali finanziari poi puniti severamente), che i giornali raccontano. In Italia, i giornali raccontano ai signori del potere le marachelle che si fanno in giro (servizi segreti deviati, ad esempio) e che gli stessi signori del potere non conoscono. Per cui i nostri politici sono sempre afflitti da una tremenda «ignoranza» delle loro e nostre cose. Sono praticamente al buio, ed i giornali sono odiati anziché apprezzati.
Il premio. Sono andato in centro città, in un forno famoso, a comprare dei biscotti. Pago 6,80 euro, ricevo lo scontrino da 1,20 lasciato lì un precedente cliente. Osservo: io ho pagato di più. Imperturbabile l'addetta alla cassa batte lo scontrino da 6,80.
Morale della favola. In Italia nessuno sa mai niente, come quella cassiera che mi aveva appena dato il resto. A lei rassomigliano i nostri politici, incassano e danno lo scontrino già battuto per un altro.
Post scriptum. Tra il pensierino ed il premio, avevo ricopiato in bella il modello Unico 2007, con le tasse che pago sulla pensione, e con i rimborsi che debbo chiedere al Fisco per le spese sanitarie sostenute. A me, il Fisco chiama regolarmente per mostrare tutte le ricevute di medici e farmacie. Vorrei sapere se succede la stessa cosa a chi non batte tutti gli scontrini nel vendere biscotti. Antonio Montanari Blog La Stampa
Publié le 03/06/2007 à 17:46
Par antoniomontanari
Romano Prodi non vede giovani che si facciano avanti per il suo Partito democratico.I giovani (per la verità) vorrebbero farsi avanti ma trovano tutte le poltrone assegnate, le porte chiuse, i cancelli ben serrati con un cartello che avverte: «Posti in piedi».Sotto quel cartello qualcuno dice che c'è la firma di Prodi stesso. Che ha nominato ministri che hanno 55 anni di età media. Ma è una malignità. Prodi rinfaccia ai giovani una pigrizia peccaminosa. Ieri a Roma l'ha spiegato chiaramente: a Marthin Luther King, «mica glielo aveva detto sua nonna, lui è venuto e ha detto 'I have a dream'».
Forse la colpa è delle nonne di adesso, delle nonne di questi giovani che hanno il sogno, le nonne e non i giovani, il sogno che i nipoti entrino in politica.
Ed i giovani vanno verso le sedi opportune e trovano tutte le poltrone assegnate, le porte chiuse, i cancelli ben serrati con un cartello che avverte: «Posti in piedi».
Al che le nonne dicono che stare in piedi è scomodo. Quindi ha ragione Romano Prodi. Sì, ci saranno soltanto «Posti in piedi», ma nella vita bisogna accontentarsi, suvvia.
La politica, cari ragazzi, a voi appare come una casa chiusa a cui non potete accedere. Sì è vero, a volte la politica è anche una «casa chiusa» proprio in quel senso là. Ci ho pensato scorrendo gli elenchi di certi cavalierati distribuiti ieri, festa della Repubblica.
Antonio Montanari
Dal blog Stampa
Publié le 02/06/2007 à 18:19
Par antoniomontanari
La foto è di oggi 2 giugno 2007. A Londra questi giovani hanno dimostrato in mutande contro la povertà.Il tema dovrebbe interessare anche noi italiani. Abbiamo già visto in un precedente post che proprio da parte della Chiesa di Roma è giunto un allarme preoccupante. Monsignor Angelo Bagnasco ha denunciato: la povertà si diffonde in grandi fasce della popolazione.Ci sono i nuovi poveri che per tirare avanti vanno a chiedere la carità alla Chiesa.Dunque, che fare? Ci rallegra nel più profondo quanto ha dichiarato l'on. Silvio Berlusconi a proposito della signora Michela Vittoria Brambilla. La quale per pubblicare un settimanale dei circoli di Forza Italia, il «Giornale della libertà», ha bussato a parecchie porte ed ha avuto abbondanti soddisfazioni finanziarie per la sua iniziativa.
Ha detto il Cavaliere: «... delle volte mi domando da dove li prende [i soldi], chi glieli darà mai. Bussa alle porte, e queste si spalancano» (cito dalla «Stampa» di stamani, articolo di Ugo Magri, pagina 13). Ovviamente Berlusconi crede ancora alla cicogna. Beato lui. E beata lei, la signora Michela Vittoria Brambilla che trova tutti quei soldi in giro per sostenere le idee di un miliardario. Antonio Montanari
Publié le 01/06/2007 à 12:26
Par antoniomontanari
Pubblico il testo della lettera inviata il 26 maggio al Corriere Romagna (ed apparsa il primo giugno).
«Decenza pubblica»: non c'è solo lo stadio
Debbo una risposta alla cortese sollecitazione di Daniela Montanari (26 maggio). Confermo quanto scritto qui il 19 febbraio: esiste «una decenza pubblica che risiede nel principio di fare gli interessi della collettività, e non quelli di questo o quel potentato economico». Non sono ritornato più sull'argomento stadio-motoraccio immobiliare per timore di infastidire redazione e lettori, e poi anche perché, dopo aver pubblicato sul «Corriere» il testo intitolato «Cultura a Rimini: affari tra massoni e bancari» (6 marzo), mi è accaduta una cosa strana. In un altro quotidiano locale il 22 marzo è apparso un articolo in cui mi si accusava d’aver inventato la «patacata» della ben nota biblioteca malatestiana di San Francesco a Rimini (XV sec.). E d’aver plagiato in un mio volume del 1997 un testo altrui apparso (udite, udite) nel 2004. L'articolo citava come fonte un «libello», risultato poi una semplice mail spedita a quel giornale da persona che ha voluto essere presentata con un alias di comodo. A cavallo di questo episodio ne è accaduto un altro. Il 28 febbraio, circa il preteso «ritrovamento» di un manoscritto cittadino, sul web scrivevo che esso in realtà non era mai andato perduto ed anzi nel 1986 era stato elencato da una studiosa di Rimini in un suo volume. All'inizio di marzo sono stato scortesemente rimproverato davanti ad estranei, per il solo fatto d’aver osservato ciò. Nel frattempo avevo cominciato ad occuparmi pure delle spese comunali («170 mila euro circa», come da delibera di Giunta del 25 febbraio 2004) per sistemare i locali dove ospitare una biblioteca ‘personale’ che sarà gestita non dal Municipio ma da privati, proprio mentre la città ha bisogno di ulteriori spazi per la biblioteca civica, e sogna una torre di vetro secondo il progetto esposto a metà marzo nella mostra «Passato, presente e futuro della Biblioteca civica Gambalunga». Come si vede, non ho cessato di occuparmi di «decenza pubblica» e dei problemi che riguardano la collettività, proprio per restare fedele a quanto scritto qui sopra non soltanto il 19 febbraio, ma anche il 2 febbraio con un testo ("Se la politica strizza l’occhio ai palazzinari") che ha irritato parecchio, stando alle pubbliche reazioni registrate. A questo punto, non mi resta altro che realisticamente constatare come il problema dello stadio non sia l’unico a dover essere sottoposto al test della «decenza pubblica». In questi giorni si parla tanto di crisi della politica. Non se ne dia la colpa ai cittadini che intervengono contro i Palazzi del potere. Ha ragione il prof. Luca Ricolfi che ha scritto: «Chi fa tutti i giorni il proprio dovere, ma non ha una rete di relazioni che lo sostiene e lo protegge, si accorge sempre più sovente che il gioco è truccato» («Stampa», 26 maggio). Grazie a lei della sua cortesia, gentile Daniela Montanari, ed al «Corriere» per l’ospitalità.
Antonio Montanari
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