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Publié le 21/07/2008 à 18:25
Par antoniomontanari

Rom03p Vedrete che andrà a finire così. Per i bambini rom. In qualche regione gli prenderanno le impronte. In qualche altra, per far prima, gli taglieranno le manine. Questa sì che si chiama prevenzione. E chi si scandalizzerà?
Ogni giorno la società italiana diventa orribilmente più violenta. A pochi chilometri da dove abito, nella civilissima Ravenna, un ragazzo di 35 anni è morto accoltellato.
Leggetevi la notizia. No comment.

"RAVENNA. A nulla sono valsi la corsa in ospedale e i tentativi di rianimazione del 118, durati circa un’ora, attivati per salvare la vita ad un ragazzo di 35 anni, residente a Marzabotto, che è stato soccorso ieri sera, intorno alle 22.45, a Porto Corsini a Ravenna. Il giovane è stato trovato in un lago di sangue, dopo aver ricevuto diverse coltellate da un coetaneo che, insieme ad altri due, era appoggiato alla sua auto, parcheggiata in via Lagosanto. La vittima, che si era allontanata dall’automobile per una passeggiata con la sua fidanzata, al ritorno ha trovato i tre appoggiati all’Audi TT di proprietà della ragazza.

Ha quindi chiesto al gruppo di spostarsi per poter andare via e da qui è nato un diverbio che è sfociato nella tragedia. Al giovane sono giunte diverse coltellate che gli hanno procurato una fortissima emorragia. Il ragazzo è morto a bordo dell’ambulanza, lungo il tragitto verso l’ospedale di Ravenna".

[Anno III, post n. 229 (606), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

Publié le 20/07/2008 à 18:44
Par antoniomontanari
Lecce Altro che magnifico rettore dell'Università di Lecce. Lo chiameranno splendido, i suoi studenti fuoricorso se funzionerà il sistema escogitato (non ho compreso da chi) per far recuperare in poche ore e tramite le risposte ad un certo numero di quiz, gli esami perduti, non dati, non riusciti etc.
Sarà una laurea in Lecce quella per le Scienze sociali, dove il sistema dovrebbe debuttare il 25 luglio prossimo venturo. Data fatidica. C'è sempre un 25 luglio nella storia delle istituzioni italiane...

Oggi 20 luglio, da segnare nel calendario, un potente ministro, quello per le Riforme, Umberto Bossi, ha detto la sua non sul fatto di Lecce, immaginiamo, ma così in generale sulla "Scuola":  "Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord".
Bossi
Oggi 20 luglio, il ministro Bossi ha avuto la nostalgia canaglia di un'archeologia culturale, quando ha spiegato: "Dopo trent'anni di scuola di sinistra, di esami di sinistra, di professori di sinistra, di presidi di sinistra i nostri ragazzi sono disorientati".

Per orientarli meglio ha mostrato una mano, mentre risuonava l'Inno di Mameli, quello che si canta alle partite internazionali di calcio, ed ai giovani leghisti ha indicato la direzione da seguire. Chissà perché anziché usare l'indice, ha orgogliosamente esposto il medio. I cronisti subito a malignare, lo hanno definito un gestaccio.

Al magnifico anzi splendido rettore di Lecce, un timido suggerimento. Lasci perdere i quiz per i fuoricorso. Una volta le indulgenze si vendevano, oggi le volete regalare voi? Lo faccia per non dare soddisfazione al ministro delle Riforme che non sa vedere politicamente oltre la Linea Gotica.

Ragazzi fuoricorso, già Renzo Arbore cantava che "la vita è tutta un quiz". Ma lo faceva per scherzarci su, mica per diventare ministro dell'Università.

[Anno III, post n. 228 (605), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

Publié le 19/07/2008 à 12:21
Par antoniomontanari
Culturadoping L'antidoping, cioè la verifica se le prestazioni espresse sono frutto di sola capacità naturale o di un artificio procurato in qualsiasi modo, andrebbe esteso ad esempio anche alla cultura.

Perché non è giusto che, a 31 euro in una illustre collana curata oltretutto da un nome di grido della cultura italiana in campo internazionale, un prestigioso editore nazionale offra al lettore una traduzione originale dalla lingua latina, mentre si tratta di un'opera taroccata: ovvero traduzione da una precedente traduzione in francese, facilmente consultabile su Internet...

Il retroscena di tutta la storiella sta in un particolare ininfluente, o forse fondamentale. Il signore che ha copiato il compito è un adepto di una loggia di cui non faremo il nome, soltanto perché non merita tanta gloria.

Personalmente abbiamo grande rispetto della massoneria ottocentesca, per cui persone che conoscono tema ed ambiente come ad esempio Francesco Cossiga, dovrebbero impegnarsi non in stravaganti uscite occasionali, ma in una metodica opera di convincimento che, per rispetto dei grandi nomi del passato, non si dovrebbero commettere "imprudenze" che recano discredito alla memoria di quegli antichi personaggi.
Siamo anche convinti, pur non interessando a nessuno questo aspetto, che oggi la gente miri a "far legna", cioè badi al proprio "particulare" senza interessarsi ai valori ideali.

Nel quadro generale del problema s'inserisce l'osservazione geografica limitata alla mia città. Dall'antica capitale Ravenna dicono i capi della massoneria ufficiale che il quadro locale riminese è pietosamente misero. Loro usano altri termini che la decenza vieta di riportare. Ma questo non impedisce a quel quadro locale di cavarsi le sue belle soddisfazioni, anche se spesso sono soltanto apparenti perché poi si scopre, senza ombra di dubbio, che certe imprese che fecero grande l'ambizione con tanto di pubblici onori indigeni, altrove sono considerate qualcosa su cui è bello tacere.

Non va passato sotto silenzio il fatto che quell'editore dovrebbe in parte rimborsare i clienti perché l'opera così uscita dalla tipografia non merita i 31 euro di copertina. Testo latino e traduzione francese sono gratis sul Web...

[Anno III, post n. 227 (604), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

Publié le 18/07/2008 à 18:12
Par antoniomontanari
Advertise Andiamo con ordine.
16 luglio h. 21. Sono in casa. Mi chiamano al telefono ma la telefonata non è inoltrata al mio apparecchio. Resta traccia nella segreteria Telecom.
17 luglio h. 13. La cosa si ripete.

Io non controllo la segreteria quando sto in casa, quindi non mi accorgo delle due chiamate ricevute da Torino, e delle relative registrazioni, per comunicarmi la scomparsa di mia cugina Antonia.

17 luglio h. 15.30. Alzo la cornetta del telefono. Muto. Riprovo, ascolto una musichetta ed il parlato di una radio privata... Altro tentativo: si ascolta, balbuziente, l'avviso della segreteria... Riprovo, finalmente segnale buono e messaggio della segreteria... Che ascolto immediatamente.
Dopo aver chiamato i parenti di Torino, avverto il 187 degli episodi occorsi alla mia utenza.
Stamani un tecnico fa le prove in linea e passa addirittura a casa mia alle 14 per controllare tutto l'itinerario del cavo. Che risulta completamente a posto.

A questo punto si può ipotizzare che sulla mia utenza si è intervenuti in qualche centrale?
Un fatto analogo accadde qualche anno fa, come già raccontato qui, quando nottetempo qualcuno aprì la centralina stradale a cui fa capo la mia linea, e non riuscì a compiere la "mission" facilmente immaginabile, per cui la mattina dopo il telefono risultò muto essendo rimasta staccata la spina del mio cavo.

Vado lontano dal vero se ipotizzo che qualcuno non ha gradito un mio recente testo, intitolato "Se il buffone non è il comico"?
Potrei aggiungere come sottotitolo "I servi amano sempre certi servizietti". Per "... non parlar del cane", come dice il titolo di "Tre uomini in barca".


[Anno III, post n. 226 (603), © by Antonio Montanari 2008]

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Publié le 17/07/2008 à 18:01
Par antoniomontanari
AdvertiseHo ricevuto un commento ad un mio precedente post, "Fame e lavoro". In questo commento si parla di una vicenda locale molto interessante: un vecchio edificio della Sanità pubblica appena restaurato e destinato alla demolizione.
Aggiungo altri dati non presenti in quel commento. Quando fu fatta balenare la prima ipotesi di demolizione dell'edificio, il capo della Sanità pubblica locale fornì dati statistici sottodimensionati. Ovvero parlò di 50 (cinquanta) utenti al giorno. Questi dati non corrispondono alla massa di lavoro che è svolto in quella sede.

Come qualunque cittadino può constatare se va a ritirare i referti alla guardiola. Non riporto dichiarazioni del personale fatte privatamente a persone private come gli utenti.

Quale cittadino, qualificandomi con nome e cognome, qualche mese fa telefonai all'Ufficio stampa della Sanità pubblica per sapere l'ammontare del costo dei lavori compiuti, e che adesso andrebbero a finire nel nulla con la demolizione dell'edificio. Non potei conoscere quella cifra, in cambio mi fu chiesta la motivazione di tanta curiosità.

In breve, perché quello storico edificio in pieno centro storico dovrebbe essere demolito?
Per aprire il fossato quattrocentesco attorno alla Rocca malatestiana, Castelsismondo, bisogna spostare il mercato ambulante bisettimanale dalla piazza dello stesso castello. Dove metterlo se posto non c'è? Idea! Buttiamo giù la "mutua" postbellica e un vecchio asilo, e lì trasferiamo il mercato ambulante. Ma ciò impedirebbe il transito veicolare dal ponte di Tiberio alla Rocca. Altra idea!! Spostiamo anche il traffico: nelle vie interne. Nella zona di queste vie interne dovrebbe però sorgere qualche nuovo "motore immobiliare"...

Alla fine c'è la domanda che il lettore ha fatto nel suo commento: il mercato edilizio riminese è in grado di sopportare tutto ciò, con questi chiari di luna?
Rimini va avanti tranquilla. Forse la risorsa del "riciclaggio" meriterà una depenalizzazione da parte del governo. Ed allora tutti a Rimini, maggioranza ed opposizione, saranno felici e contenti.

[Anno III, post n. 225 (602), © by Antonio Montanari 2008]

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