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Publié le 17/07/2009 à 16:53
Par antoniomontanari
Napolitano_blog_17042009Le agenzie di stampa ieri hanno ricostruito i "precedenti" della lettera di Napolitano a governo e presidenti dei due rami del parlamento sul "pacchetto sicurezza".

Ma la lettera in oggetto è senza precedenti specifici, ovvero uguali oppure analoghi.

Napolitano vi esprime "perplessità e preoccupazioni" sopra questioni normative. Ed auspica una "rinnovata riflessione". Tutto ciò non era mai avvenuto nei "precedenti" che elenchiamo.


1. Caso Ciampi, 15 giugno 2002: chiede "spiegazioni a proposito della costituzione di una società denominata Patrimonio Spa, a cui il governo intendeva demandare i beni culturali e paesaggistici di proprietà del demanio, affinché venissero valorizzati anche economicamente".
Risposta di Berlusconi, dopo 17 giorni: "Desidero ringraziarla per la sua lettera del 15 giugno scorso e per le osservazioni che pienamente condivido". Con la conferma dell'impegno del governo, "affinché la Patrimonio dello Stato Spa operi nel pieno rispetto delle caratteristiche giuridiche, dei vincoli legali e sostanziali, nonché dell'intero sistema di tutele esistente sui beni pubblici". (Fonte: R. Masci, Stampa, 3.7.2002)
Commento di Maria Novella De Luca di "Repubblica": "In realtà, pur fornendo assicurazioni sulla non 'alienabilità' dei gioielli d' Italia, Berlusconi ribadisce in più punti che legge così è e così resta".

2. Napolitano, 24.6.2008. Nota ufficiale del Quirinale: non abusate dei decreti-legge.


3. Napolitano, 6 febbraio 2009, "in una lettera al premier Berlusconi, Napolitano esprime contrarietà al ventilato decreto sul caso di Eluana Englaro. Il Consiglio dei ministri approva il no alla sospensione di alimentazione e idratazione e il presidente ritiene di non poter procedere all'emanazione" (fonte M. Breda, "Corriere della Sera", 18.04.2009).
Il 7 febbraio 2009, su "Repubblica", appare un articolo di Stefano Rodotà sul tema, in cui si legge: "Ispirandosi al principio della "leale collaborazione" tra gli organi dello Stato, Giorgio Napolitano aveva nei giorni scorsi manifestato al governo le sue perplessità su un decreto che, rendendo impossibile l' esecuzione di una decisione della magistratura, si esponeva evidentemente al rischio dell' incostituzionalità".

4. 16 febbraio 2009: Napolitano esprime al governo le sue riserve di costituzionalità sulle ronde nel decreto sicurezza. Il 20 il governo vara il provvedimento e il capo dello Stato puntualizza «l' autonoma ed esclusiva responsabilità del governo» (fonte, Breda, cit.). Nel frattempo Napolitano ha inviato suggerimenti per correggere il testo in elaborazione: fonte "Stampa", 20.2.2009: "considerando anche i moniti del Quirinale, il capitolo sulle ronde è stato riscritto per l'ennesima volta".

5. 24 marzo 2009. Napolitano, in una lettera al premier, fa riferimento alla necessità di tener conto del parere delle Regioni sul piano casa (fonte, Breda, cit.).

6. 9 aprile 2009, Napolitano invia una lettera a Berlusconi, Schifani, Fini e Tremonti: basta ai "decreti legge omnibus".

[17.07.2009, anno IV, post n. 203 (923), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

Publié le 17/07/2009 à 15:52
Par antoniomontanari
Computer_blog In una pagina speciale pubblicata da un settimanale locale, "il Ponte", si parla di un archeologo francese vissuto tra 1804 e 1867. Poi si precisa nel testo ed in un sottotitolo che fu presente nella città di Rimini dal 1843 al 1934 !!!

Vorrei sapere come mai non si controlla nulla di nulla, prima di "chiudere" una pagina, e si fa sopravvivere per molti decenni un tizio ufficialmente scomparso.

Mi spiace rivolgere questa critica agli amici del "Ponte", testata a cui ho collaborato per 25 (venticinque) anni dal settembre 1982 al settembre 2007. Quando lasciai, perché:
1) mi era stato sottratto il settore culturale, che doveva passare sotto la superiore sorveglianza e vigilanza dell'Istituto teologico diocesano, anche se si parlava semplicemente della sagra dello stracchino e della piada farcita con patata lessata;
2) mi fu "vietata" la pagina storica che curavo settimanalmente, quando c'era da parlare di un testo curato dal parente famoso di un prelato influente nella gerarchia ecclesiastica cittadina.

Adesso non ostante la stretta sorveglianza e rigorosa vigilanza dei teologi ufficiali, si prendono simili abbagli. 

[17.07.2009, anno IV, post n. 202 (922), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

Publié le 16/07/2009 à 16:42
Par antoniomontanari
Odori Due grandi giornaliste italiane scrivono sulla "Stampa", relegate in angolini da rubrica fissa, mai senza un onore di prima pagina. Sono Lietta Tornabuoni ed Alessandra Comazzi.

Oggi le due brave signore trattano di attualità con pungenti osservazioni. L'argomento che accomuna i loro testi odierni, è la crisi della nostra società.
Si va dall'esame della pubblicità televisiva di Alessandra Comazzi ("Donne incontinenti. E puzzano") a quello della "Scuola ignorante" e reazionaria, dove si riversano "pensieri antiquati, conservatori, formulati da gente incolta che odia le società contemporanee".

Anche Alessandra Comazzi la butta giustamente sul versante politico: "Non pensano alle incontinenze maritali?. Ah, già, gli uomini sono sempre virili, l'esempio viene dall'alto".

E' vero, sempre comunque dovunque: l'esempio viene dall'alto. Da dove pontificano che nella vita e nella scuola è finito il Sessantotto: "sfido, son passati oltre quarant'anni", scrive Lietta Tornabuoni. Che conclude parlando di "devastazione culturale del nostro Paese".

Le rubriche odierne delle due brave, bravissime signore, meritano un ampio risalto che purtroppo non hanno perché manifestano opinioni molto controcorrente. Comunque, diciamo loro grazie per aver scritto quei due testi sul numero odierno.

[16.07.2009, anno IV, post n. 201 (921), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

Publié le 16/07/2009 à 15:42
Par antoniomontanari
Napolitano_blog_17042009E' una mossa presidenzialista, come pensa Marcello Sorgi sulla "Stampa" di oggi? Il capo dello Stato Napolitano promulga una legge che non gli "piace", il cosiddetto "pacchetto sicurezza". E poi scrive al governo manifestando le sue "perplessità" su alcune norme contenute in essa.

Accade per la prima volta. Ecco perché Sorgi conclude il suo editoriale sostenendo che è "passo avanti in direzione del presidenzialismo".

Si potrebbe essere d'accordo con Sorgi se il messaggio di Napolitano al governo (presidente del Consiglio, ministri degli Interni e della Giustizia), ed ai presidenti dei due rami del Parlamento, fosse un atto innovativo con inevitabili conseguenze pratiche. E soprattutto se fosse un gesto rituale, ovvero previsto dalla Costituzione.

No, è un fatto inedito e non vincolante per nessuno. Il governo può ascoltare, oppure restare sordo facendo finta di aver udito le parole del presidente. I cui "avversari" potrebbero persino qualificarlo come una bizzarria. I suoi sostenitori non hanno materia di diritto costituzionale a cui attingere e con cui giustificare l'inedito messaggio al Paese, attraverso i suoi rappresentati ed i suoi governanti.

Dunque? Non resta che affidarsi alle sensazioni, tutte lecite beninteso, ma non in grado di trasformarsi in opinioni giuridicamente formate e fondate. Più che un "passo avanti in direzione del presidenzialismo", il messaggio di Napolitano rischia di creare soltanto confusione.

Il presidente del Consiglio ha sempre dichiarato di non voler dialogare con "questa" opposizione. Non pare disposto a dialogare neppure con Napolitano. Infatti il "retroscena" sulla "Stampa" di oggi reca il titolo: "Ma Palazzo Chigi non ci sta".

Più che mossa "presidenzialista", sembra una pericolosa retromarcia rispetto allo spirito ed alla lettera della Costituzione. Di cui sinceramente non si sentiva il bisogno.

[16.07.2009, anno IV, post n. 200 (920), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

Publié le 14/07/2009 à 14:24
Par antoniomontanari
Blog_grillo_politico Terribile sfottò di Altan a proposito di Grillo che vuole entrare nel Pd, e candidarsi alla sua segreteria. Nella vignetta di "Repubblica", Altan raffigura due omini nella sede del partito: "C'è uno che vuole infiltrarsi", dice il primo. Al che l'altro risponde: "Prendere il numerino e fare la coda".

Ma Grillo non ha il fisico del ruolo per fare la talpa. A favore di che o di chi? Il comico genovese da qualche tempo ha la fissa della politica, e non dice cose grezze o sbagliate. Anzi, spesso sono cose che rispondono al vero, bisogna riconoscerlo obiettivamente, anche se la sua battaglia è più pubblicitaria che  politica.

Grillo è il primo a non credere nella politica. Per fargli un dispetto, mandatelo soltanto per poche ore con un salvacondotto medievale, a presiedere non dico la Repubblica o il governo, ma un consiglio comunale. Scommettiamo che gli verrebbe da ridire, e se ne scapperebbe a gambe levate.

Il perché è semplice: tra il dire ed il fare c'è sempre di mezzo il mare. Il giochino del "se fossi" dura poco. Ha sbagliato Bersani (vittima di qualche complotto di avversi numi) a sognare un partito organizzato come una bocciofila. Ma questo non autorizza a credere che chi lava i pavimenti sia in grado di fare pure una lavanda gastrica.

Grillo è nato oppositore. Cerca soltanto di prendere per i fondelli l'intera classe dirigente del Pd. Uno sport troppo facile per essere intelligente. Non per difendere certe situazioni indifendibili, ma perché demolire significa anche saper costruire.

I comici sono dei formidabili demolitori. Ma più di così non sanno e non possono fare. Ad ognuno il suo ruolo. Soprattutto perché certi politici italiani (sia detto in orizzonte bipartisan) più che far ridere fanno piangere.

[14.07.2009, anno IV, post n. 199 (919), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it



Post scriptum. Secondo Google anche lei è Grillo...

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