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Publié le 06/08/2008 à 18:11
Par antoniomontanari
Turismobrambilla "Estate nera del turismo": è il titolo al servizio di due pagine sulla "Stampa" di oggi, curato da Raffaello Masci.

"La Riviera piange", scrive Maurizio Fico. Si allude alla Liguria. In Romagna, dove abito io, il pianto è un'abitudine che si tramanda nei secoli fedele, utile maschera per non pagare le tasse. Nel 1986 la rivista dell’Inps battezzava Rimini capitale italiana del "sommerso".
Oggi la parola "sommerso" non usa più. La pratica del lavoro in nero è rimasta più forte che pria.

Quest'anno sul serio c'è la crisi del turismo. Anche in Romagna. Perché c'è il vuoto nei portafogli degli italiani che vengono o che avrebbero voluto venire in vacanza da noi.

Il fatto strano è che la signora Michela "Sconfitta" Brambilla (come l'ho chiamata altra volta qui), vice ministro al turismo, non dica nulla della questione, e si occupi soltanto della chiusura della sua tivù personale.
Il 10 maggio scorso osservai: "Ma che governo interessato ai problemi economici, è mai questo, se "dimentica" il portafoglio al Turismo, una delle fonti della ricchezza nazionale, e ne fa semplicemente un sottosegretariato come al tempo in cui De Gasperi lo affidò al proprio cognato, che di cognome faceva Romani?".
Brambillamoderato

Il problema resta. Purtroppo nessuno ha voluto la Brambilla ministra, il Capo ha dovuto manifestarle riconoscenza, noi ci siamo beccati questo suo sottosegretariato che per lei è una bella patacca appuntata sul petto, e che per il Paese non significa nulla, stando a quello che sinora non si è visto fare da lei.

Un altro problema del turismo locale è che non basta una sola "notte rosa" per raddrizzare le sorti di un'economia. La si strombazza, quella "notte rosa", perché si deve gratificare chi l'ha ideata ed organizzata. Giusto. Ma poi si rincorre la cronaca con altre notti che non sono rosa ma nere.

Il tripudio delle autorità per i 40 fogli di via alle prostitute straniere allontanate da Rimini, è un discorso che nuoce all'immagine della città e della Riviera.
Lo si fa per accreditarne un volto di legalità, quando i problemi sono molto più complessi. Come recenti dichiarazioni del procuratore della Repubblica hanno messo in luce. Ci sono stati atti intimidatori contro un avvocato, a Riccione. Bisogna dimostrare che certe azioni qui non finiscono nel calderone del silenzio, è stato fatto capire senza mezzi termini.

Hanno organizzato vivaci cacce ai venditori abusivi, con multe salate agli incauti acquirenti. Hanno fuso tutto proprio sulla battigia, in uno spettacolo che produce un'immagine triste e svilita del nostro turismo. Mai si sono messe le mani su chi organizza il racket. Si accontentano i giornalisti a caccia di colore e gli operatori tivù senza fantasia. Ma non si pensa al "danno d'immagine". Rimini è soltanto questa cronaca giudiziaria?

Mescolare veloci notti rosa e persistenti notizie di nera, indica che non si è compreso che cosa sia il turismo. Non  va nascosta la realtà, ma bisogna sapere attirare l'attenzione della potenziale clientela. Né Roma (con la Brambilla) né la Riviera hanno compreso che la crisi del settore si stava avvicinando. Qui a Rimini vogliono gettare altro cemento, questa volta ancora più in riva al mare. Sarebbe un atto di finale rovina per la nostra costa. Ne abbiamo già parlato.


[Anno III, post n. 245 (622), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

Publié le 06/08/2008 à 18:11
Par antoniomontanari
Un breve giro per i sei principali blog che gestisco in Italia e fuori, ed un veloce calcolo sui visitatori di luglio: sono stati quasi 13 mila, di cui quasi seimila nel blog della "Stampa".
Su Over-France la giornata record è stata il 7 luglio con circa 900 pagine sul totale di 7.600 pagine viste nello stesso luglio.
Over- France aperto il 21.10.2006 ha avuto sino ad oggi 16.360 visite per un totale di 56 mila pagine viste.
L'argomento che ha più interessato i lettori della "Stampa" è stato quello del 28 luglio sul "partito del cemento".
Alla pagina dei segnalati nella home della "Stampa".
Publié le 05/08/2008 à 19:27
Par antoniomontanari
Brambillativu Un anno di successi, recita l'ultimo avviso del sito www.tvdellaliberta.it, datato 31 luglio. Ma la tivù della libertà chiude.
Si sono giustamente resi conto che era un doppione, con tutte quelle reti prone al governo della libertà, rai, mediaset, qualche network locale.
Un sano principio, quello di risparmiare nelle spese divenute inutili, sta dietro la decisione venuta dall'alto, anzi dall'Altissimo. Ne siamo molto soddisfatti.
Se alla Verità del Tiepolo hanno messo un velo sopra un  seno, alla Libertà della Brambilla lo hanno piazzato sulla bocca. Le mani le aveva legate già da prima.

[Anno III, post n. 244 (621), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

Publié le 04/08/2008 à 17:33
Par antoniomontanari
Cafonal A proposito della lettera apparsa sulla "Stampa" di oggi sotto il titolo "Che vergogna gli italiani a Londra", verrebbe da dire che vergogna gli italiani in Italia.

Non si rispettano i semafori, ci si ferma a leggere il giornale in auto sulle piste ciclabili. Si sosta sulle stesse per telefonare tenendo un piede fuori del finestrino del potente suv o come cavolo si chiama un macchinone che sembra un mezzo blindato della polizia. Ed il piedino sporgente calza un sandalo infradito di vil plastica, in fin dei conti siamo in una città di mare... Visto proprio stamani a pochi passi da casa.
Sulla stessa pista ciclabile gli handicappati in carrozzina non possono passare ma debbono stare sulla mezzeria delle auto.

Che vergogna gli italiani che scendono dalla macchina all'edicola e pretendono di avere il giornale prima di chi è già arrivato in bicicletta, e lo chiedono con quell'aria imperativa che dice tutto della loro idiozia congenita (trattasi pur sempre di una malattia...).

Calderoli Ho brevettato il titolo per un rimedio, "Cafonal", se qualcuno sa cosa mettere dentro la pillola o la boccetta, mi scriva.
A Londra, come scrive quel lettore, "sono quasi sempre solo italiani i turisti incivili e cafoni". In Italia è difficile trovare chi cerca di evitare di essere incivile e cafone. Ce ne sono ancora di persone perbene, ma corrono il rischio dell'emarginazione. Non le salveranno portandole ad esempio, ma prima o poi le rinchiuderanno in un ghetto, isolate dal resto del bel Paese.

Per atavica abitudine e spirito di autodifesa, sono gentile con i gentili e cafone con i cafoni. Non mi autocensuro, anzi ho ancora una fantasia ben fervida nell'inventare oscenità se l'obiettivo le merita.

Fonte foto in alto:
flickr.com/diezelphotography/

[Anno III, post n. 243 (620), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

Publié le 03/08/2008 à 17:53
Par antoniomontanari
Tiepolostampa Se era la "Verità svelata dal Tempo", non doveva essere ricoperta neppure nella riproduzione. La quale è diventata così simbolicamente la "Verità velata dal Tempo", ovvero dai posteri e dai loro poteri.
Lo si è saputo proprio nello stesso giorno in cui le cronache riferiscono delle celebrazioni di ieri a Bologna, per la strage del due agosto 1980. Quasi a rappresentare i tentativi che si fanno per riscrivere la storia di quell’evento.

Non tocca certo alla terza carica dello Stato, il presidente della Camera, insinuare qualcosa con quell’accenno per nulla velato a "zone d’ombra" da dissolvere per accertare "la verità".
Come se l’operato di un altro potere dello Stato, quello giudiziario, fosse stato incerto o poco limpido. L’ex procuratore della Repubblica di Bologna gli ha risposto: "Non c’è più nulla da accertare". Ovvero i risultati a cui sono pervenute cinque sentenze non sono stati velati da pregiudizi o da trucchi.

Il rappresentante del governo alla manifestazione di Bologna (in sostituzione del collega Alfano), il ministro Gianfranco Rotondi, ha debuttato fra i fischi con una battuta ironica decisamente fuori posto. Il suo maestro Andreotti l’avrebbe riservata ai cronisti, alla fine della cerimonia. I fischi, ha detto, "sono i soli che mi considerano un ministro".
Roba da psicanalisti come il velo alla "Verità svelata". On. ministro, ha voluto confessare che gli altri suoi colleghi non la prendono troppo su serio come capo di un dicastero?
Scusi la curiosità, ma la colpa è sua. Delle sue parole infelici. Alle quali ha voluto rimediare entrando in un tunnel di onesti giudizi politici e storici che non sono piaciuti ai suoi colleghi di area. Come quando ha spiegato che l’antifascismo "è la radice costitutiva della nostra democrazia".

Lo vada spiegare a Roma agli "amici" di governo, non alla piazza di Bologna che non ha bisogno di essere blandita per guadagnarne il silenzio. Anche a lei, egregio ministro, caleranno un velo sulla "verità" che ha detto, come sulla riproduzione del Tiepolo.
Lei che è uomo di mondo (essendo "democristiano") sa che oggi le uniche persone autorizzate a togliersi i veli, per servizio istituzionale, sono le "veline" di certe reti televisive. Con un rito che a qualcuna ha portato fortuna sotto forma di veloce e fortunata carriera politica.

Svelata dalla tivù, la donna-tipo del suo leader, egregio ministro, è quella che sogna di velare poi tutto l’universo mondo. Non sapendo che il povero Tiepolo non era un guardone, ma adottava semplicemente quelle allegorie che usavano ai suoi tempi. E che oggi nessuno comprende più.

[Anno III, post n. 242 (619), © by Antonio Montanari 2008]

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