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Publié le 05/09/2008 à 18:15
Par antoniomontanari
Zingarielemosinabambini Impronte ai nomadi. Il commissario europeo Jacques Barrot, del partito di Sarkozy, le approva. Il governo esulta. L'opposizione in parte si pavoneggia (facendo cambiare il testo abbiamo evitato all'Italia una pessima figura) ed in parte critica. I passi indietro della maggioranza sono merito nostro, dichiara Giuseppe Fioroni che però avverte: lo spirito di quei provvedimenti "resta profondamente negativo", come leggiamo nell'intervista al "Corriere della Sera" di oggi.

La rilevazione delle impronte deve avvenire "solo in casi estremi". La precisazione ha appagato il commissario europeo, ma inquietato il presidente dell'Agenzia nazionale dei rom di Romania, Gruia Bumbu. Obiettivamente ci si trova davanti a quelle soluzioni pilatesche che si affidano alla scelta della "parola giusta", convinti che le azioni siano conseguenze delle parole, mentre le parole sono conseguenze delle cose. E' il solito trucco del burocratese?

"Dal rapporto ricevuto emerge che non c'è nulla di discriminatorio nelle misure proposte dal governo italiano", ha fatto comunicare Barrot: "La raccolta delle impronte digitali non è sistematica, ma limitata, in particolare in relazione ai minori. Per cui è limitata ai casi in cui è strettamente necessaria l'identificazione in assenza di documenti".

Sul sito di Palazzo Chigi abbiamo trovato che il 31 luglio Berlusconi aveva dichiarato: non è una misura costrittiva, ma "atta a garantire che questi bambini vadano veramente a scuola". Lo aveva detto pure il 15 luglio: "affermiamo la ferma volontà del governo di garantire che possano andare a scuola". Ovviamente al nostro presidente del Consiglio difettava in quei momenti il senso dell'umorismo, oppure lanciava un nuovo programma educativo "erga omnes". Dammi l'impronta e poi ti mando a scuola dalla Gelmini... Più che una promessa, una minaccia.

Sul sito del Ministero dell'Interno, si legge questa frase attribuita la ministro Maroni: "Non è necessario prendere le impronte ai bambini, i rilievi segnaletici necessari, infatti, possono essere effettuati in diversi modi".

Questo il testo dell' Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2008 (n. 3676) che riguarda il problema:
"b) monitoraggio dei campi autorizzati in cui sono presenti comunità nomadi ed individuazione degli insediamenti abusivi;
c) identificazione e censimento delle persone, anche minori di età, e dei nuclei familiari presenti nei luoghi di cui al punto b), attraverso rilievi segnaletici; (...)
h) interventi finalizzati a favorire l'inserimento e l'integrazione sociale delle persone trasferite nei campi autorizzati, con particolare riferimento a misure di sostegno ed a progetti integrati per i minori, nonchè ad azioni volte a contrastare i fenomeni del commercio abusivo, dell'accattonaggio e della prostituzione".

Infine, il ridimensionamento della normativa dell'ordinanza 3676 è dovuto alle direttive impartite dal Ministero alle prefetture ("il Sole-24 Ore" del 24 luglio). Riporto un brano dell'articolo di Angela Manganaro:

"Il punto più delicato, la rilevazione delle impronte, rientra nei binari "della legislazione vigente". Si procederà infatti ai rilevi dattiloscopici solo quando «l'identificazione non sia altrimenti possibile in base a documenti disponibili e circostanze attendibili, secondo quanto previsto dal Testo unico delle leggi sulla sicurezza». Le impronte ai bambini sotto i 14 anni, ma
sopra i 6, possono essere prese solo quando si tratta di cittadini extra Ue e solo per il rilascio del permesso di soggiorno secondo quanto stabilito dal regolamento comunitario 380/2008. I bambini rom tra i 6 e 14 anni italiani e comunitari restano fuori dalla schedatura a meno che non la disponga
il tribunale dei minori. I rilievi dattiloscopici a bambini sotto i sei anni non sono permessi a prescindere dalla nazionalità, a meno che non siano abbondati o vittime di un reato ma la rilevazione va fatta sempre d'intesa con Tribunale dei minori e polizia. Nelle linee guida si raccomanda più volte il rispetto della dignità della persona e della privacy".

Circa le dichiarazioni di Fioroni (per le correzioni apportate dal governo), forse c'è una punta di eccessivo ottimismo: non è stata mutata l'ordinanza, a quanto pare, ma è stata aggiunta una direttiva per l'applicazione dell'ordinanza stessa.
Resta soltanto un problema (tutto italiano): le direttive hanno lo stesso valore di un'ordinanza pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale"?
Maroni ha dovuto sedare l'opposizione, ma non ha ottemperato alla massima della semplificazione del suo collega Calderoli e del di lui ministero.

Fonte foto: troviamoibambini.it

[Anno III, post n. 270 (647), © by Antonio Montanari 2008]

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Publié le 04/09/2008 à 17:43
Par antoniomontanari
Gelmb1 Signora Ministra Gelmini.
Dopo la citazione nel blog di Flavia Amabile il 27 agosto, oggi lei ha avuto l'onore di un'intera pagina sul "Corrierone", scritta dallo specialista in caste politiche Gian Antonio Stella.
Lei, signora Ministra, appartiene ad una delle più potenti caste dell'Italia (non so che cosa accada all'estero), quella degli avvocati. Talmente potente che mezzo secolo fa un avvocato poteva insegnare anche Filosofia nei Licei, pur avendola studiata soltanto al Liceo. Non mi dica che non era una posizione di privilegio.

Anche oggi voi avvocati godete di tante posizioni di privilegio. Tutte cose legittime, beninteso, legittime perché siamo un po' gli eredi dell'Azzeccagarbugli ed un po' i nipotini di don Rodrigo. Stretti in questa morsa fatale, noi semplici cittadini che non contiamo nulla dobbiamo restare sempre con la bandiera bianca della resa davanti a voi potenti che prima fatte le vostre giuste cose, e poi le giustificate sapendo bene che ciò che conta non è la verità ma il modo con cui la si racconta. (Se dovessimo stilare una graduatoria della pericolosità sociale, proprio per questo, rischiereste di finire in testa a tutti, anche a quelli che difendete...)

Tanto scandalo per avere lei sostenuto certi esami professionali in quel profondo Sud che non le piace troppo, è forse l'inevitabile gioco delle parti in una società in cui non cambia nulla. In cui Cristo si è fermato ad Eboli, e chi aspetta giustizia sta sempre una stazione troppo in là. In cui, mezzo secolo fa, noi studenti del Nord sapevamo che le lauree al Sud erano talora qualcosa di più leggero da conseguire.

Quindi gli scandali odierni (o presunti tali) in noi che abbiamo una certa età non destano alcuna sorpresa. Anche perché sappiamo che poi la famiglia politica, o quella sindacale o quella ecclesiastica o quella massonica sono i luoghi deputati alla promozione ed alla sorte delle carriere negli ospedali, nella scuola, nella magistratura. Insomma là dove c'è una sedia, la scelta del deretano che vi si deve posare delicatamente per diritto naturale o soprannaturale è sempre qualcosa che in molti casi, in moltissimi casi, in troppi casi, è addirittura deciso prima della pubblicazione dei bandi di concorso.
All'università, si è letto poco tempo fa, mancano soltanto i nomi dei vincitori in quei bandi.

Cara Ministra, lei risponda alle critiche con una modesta constatazione: "Rappresento quest'Italia alla quale pochi si rivoltano...". La maggioranza è quella che conta in democrazia, lo sanno tutti. Vada orgogliosa dei suoi esami professionali nel profondo Sud. Sarà un motivo in più per tanti come il sottoscritto, a cui nessuna carriera arrise, per dire che fatta l'Italia tanto tempo fa, vanno ancora fatti gli italiani, e forse sarà sempre un traguardo irraggiungibile. Sarà così, lei, proprio il ritratto perfetto delle imperfezioni italiane che hanno reso grande la sua parte politica. Che di lei andrà gloriosa ora e sempre. E così sia.

[Anno III, post n. 269 (646), © by Antonio Montanari 2008]

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Publié le 03/09/2008 à 18:08
Par antoniomontanari
L'hanno chiamata festa dell'Unità, intendendo quella del partito, il Pd bolognese. Ma il nubifragio scatenatosi lunedì pomeriggio ha provocato una reazione a catena che forse non è casuale. Assente Cofferati, assenti i vecchi "compagni", a riempire il salone del festival c'erano soltanto venti leghisti al seguito del sindaco di Verona Flavio Tosi. Il quale ha tenuto il suo comizio fino a che dopo una mezz'oretta gli hanno chiesto di chiudere, cortesemente.

Legapdrepbologna L'episodio è molto simbolico. Un vecchio segretario del Pds ha dichiarato a "Repubblica" di Bologna cose ovvie ("i comunisti non esistono più") ma anche cose nuove: la situazione politica è molto seria.
Per cui la vicenda bolognese assume un valore simbolico, non legato alla semplice disaffezione, ma al travaglio di un partito che non c'è, che la gente non vede anche se gli organismi si agitano, i capi dichiarano, discutono, litigano. Mentre da Bologna il segretario della Lega Manes Bernardini proclama "Siamo noi il Pci di una volta". Lo dica a Berlusconi, saremmo curiosi di averne il commento.

Rimini, la mia città, sembra a proposito del Pd, una delle dannunziane "città del silenzio". Tutti tacciono. Conquistate le poltrone, tutto il resto è noia?

[Anno III, post n. 268 (645), © by Antonio Montanari 2008]

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Publié le 02/09/2008 à 18:04
Par antoniomontanari
Blogstampapalin Nelle foto dei giornali Bristol Palin sorregge il fratellino Trig, quattro mesi, con l'affetto di una madre. I blog maligni dicono che sia suo figlio. La verità ufficiale è che lei, 17 anni, è incinta di cinque mesi. Una storia come tante se non fosse per quelle foto che nascono dalla candidatura di sua madre Sarah Palin alla vice-presidenza degli Usa.
Tra quattro mesi se tutto andrà bene come le auguriamo, i blog maligni saranno smentiti. Sarà una famiglia fortunata. La nonna con un piccino suo ed uno della figlia. Da affidare alla baby-sitter dato il gran daffare che ha ed avrà in politica, sia che vinca sia che perda le elezioni. E la figlia stessa con l'erede ed un fratello quasi coetanei. Un quadretto che speriamo nessuno voglia rovinare con le polemiche derivanti da ciò che Sarah Palin rappresenta, il mondo chiuso di chi non vuole educare al sesso i giovani. I quali, grazie al cielo, ci pensano da soli e non aspettano queste suocere che amano il fucile e che potrebbero agire d'impulso.
Commentatori illustri, penne famose, non criticate troppo, richiamando i serial televisivi, lasciamo Bristol Palin nella felice attesa. Non ha colpa alcuna, non si è scelta i genitori, speriamo che abbia avuto giudizio nel cercare il compagno che l'ha messa incinta. Sennò pazienza. Sono i casi della vita. Bando ai moralismi, bando alla puzzetta sotto il naso come dimostra sempre Maria Laura Rodotà che non a caso oggi sul "Corrierone" avvia il suo pezzo con il più classico degli incipit da evitare: "Conoscete qualcuno appassionato di Beautiful? ".
Lasciamo stare la tivù, le polemiche sulle scelte politiche della madre di Bristol. Auguriamo alla creatura di Bristol di crescere con un sano realismo, di poter avere dalla natura quella forza che i politici ignorano o vogliono imporre o cancellare, secondo i casi e gli argomenti.

[Anno III, post n. 267 (644), © by Antonio Montanari 2008]

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Publié le 01/09/2008 à 18:43
Par antoniomontanari
Nella categoria degli "imprudenti" (parola del sindaco Alemanno) a Roma ci sono i turisti olandesi che le prendono di santa ragione dai pecorai romeni. A Napoli ci sono i viaggiatori che di domenica pretendono di andare a Roma, disturbando le tifoserie in trasferta.
Giannelli01_09_08 In quest'Italia tranquilla dalle magnifiche sorti e progressive, ha ragione il Giannelli del Corrierone. Nel treno pieno di facinorosi, il poliziotto ammonisce l'unico viaggiatore estraneo al gruppo: "E lei che non è un tifoso eviti provocazioni". Appunto sia prudente, secondo la ricetta Alemanno.

[Anno III, post n. 266 (643), © by Antonio Montanari 2008]

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