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Publié le 30/10/2009 à 17:12
Par antoniomontanari
Adesso tirano in ballo anche Gasparri (in freezer dal 1996...). C'è in corso una manovra ben orchestrata Il clima è quello che si dice da "basso impero", quale triste se non spaventosa conclusione di un ciclo storico. Il guaio è che noi ci siamo dentro sino al collo, inseguiti dalle notizie di "nera". Dal giovane morto in circostanze misteriose dopo un arresto, sino alla "novella" sul ministro Gasparri che sta in freezer dal 1996, e che è tornata in tavola giornalistica stamani...
Fateci caso, la vicenda Marrazzo è scoppiata alla vigilia delle elezioni primarie del Pd. Venerdì 23 alle 19, il buon Emilio Fede ha fatto un tg nel suo stile, ma più disgustoso di tutti gli altri. E poi non ci vengano a dire che è stato soltanto un caso.
Parliamo invece di una manovra ben orchestrata. Da quanto tempo c'era la faccenda del video di via DeGradoli? Ebbene salta fuori proprio poco prima delle urne della cosiddetta "sinistra" per la scelta del nuovo segretario.
Non crediamo alle coincidenze. Adesso cercano "chiappe d'oro". Allegria, niente di nuovo sotto il sole. Mille anni fa un principe dell'Essex, Umfridus (Humfrey), venne chiamato "aurei testiculi".
Chi ha interesse a creare caos? Non certo il Pd, ma il Principe che vuole l'opposizione a sua immagine e somiglianza. Siamo alla caricatura della democrazia, all'Ettore Petrolini che recitata la gag di Nerone.
Merita rispetto l'augurio, l'auspicio, il desiderio (chiamatelo come volete) espresso anche oggi dal presidente della Repubblica per "riforme con divise". Direbbe Bertoldo che il nostro Principe, legibus solutus, sogna "riforme con divise", per irreggimentarci tutti. Il fatto che Bertoldo sia Bertoldo non esclude che abbia ragione.
Post scriptum al post. Scusate se parlo di politica, ma non sono stato io ad assegnarmi alla sezione politica della "Stampa"...
[30.10.2009, anno IV, post n. 315 (1035), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 29/10/2009 à 16:12
Par antoniomontanari
Picchiato dal Principe, Bertoldo è scambiato per un istigatore contro il tiranno, ed è mandato a processo
Pover Bertoldo: tutto ammaccato, svergognato, vilipeso, col sangue che grondava dal naso, e gli occhi gonfi perché i piedi del Principe sono grandi, enormi, per poter arrivare in ogni dove.
E mentre Bertoldo corre a nascondersi per proteggersi dalla furia dei cani che i servitori del Principe avrebbero potuto lanciare contro di lui per farne ragù da servire alle ancelle convocate per le feste danzanti, ecco un grido in crescendo: «Beertoldoo, impicatelo!".
La soavissima ed augusta voce del Principe, partita sommessa sul nome del povero Bertoldo, a cui dedicava una storpiatura non degna delle proprie auguste corde vocali, aumentava di tono e di rabbia nell'impartire l'ordine. Per cui ne usciva un modesto "impicatelo", quasi fosse stato un pover uomo chiunque a proferir parola.
I cortigiani, frastornati dal perenne inchino a cui li costringe la devozione verso il capo e padrone delle loro fortune, credono che a gridare sia Bertoldo contro il Principe, quasi volesse il maledetto eccitare la plebe ignorante a colpire il tiranno.
Ed allora le guardie rincorrono Bertoldo, lo ammanettano e lo portano dinanzi al Principe che ordina: "Domani sarai giudicato per aver istigato questo Popolo, tanto da me amato, a colpirmi e a farmi cacciare dalla Poltrona su cui lo stesso popolo mi ha fatto salire".
Bertoldo stava chinato perché ormai privo di forza. Impossibilitato a parlare dalle tumefazioni al viso. Il Principe come al solito equivocò: "Apprezzo il tuo inchino, è un pentimento sincero, non ti farò giudicare dai soliti giudici comunisti, ma da quelli soltanto socialisti come me".
(2 - continua) (Alla prima puntata: "Bertoldo e il Principe") [29.10.2009, anno IV, post n. 314 (1034), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 28/10/2009 à 17:13
Par antoniomontanari
"Pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi..."
Bertoldo s'inchinò al principe. Che lo interrogò subito, come da contratto di lavoro.
"Come sono i giudici?" "Tutti comunisti", rispose Bertoldo.
"Come sono gli spettatori dei programmi tv che criticano il principe?". "Sono delle persone ignobili, che non amano la Patria, l'Onore ed il Rispetto delle Solenni Regole Democratiche su cui si basa la vita del Principato".
"E com'è questo Principato, savio Bertoldo?" "Questo Principato, savissimo e soavissimo Principe, è il migliore dei mondi possibili che ci potesse essere assegnato in sorte".
"E tutti, amatissimo Bertoldo, nel mio Principato la pensano come te?". "Tutti, veneratissimo Principe, la vorrebbero pensare come me, ma non possono, perché in segno di rispetto la pensano come Voi, dono del Cielo solenne alla Terra miserrima. E pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi".
"Oh, perché mai i miei sudditi ridono pur pensandola come me?" "Perché, Voi Eccellentissimo Principe, ormai ripetete le stesse cose da molti lustri. Per cui il Popolo Vostro nella ignoranza che segna ogni popolo ovunque e comunque, sa già prima che parliate che cosa direte, ed allora quando voi fate comizio il popolo irriguardoso (lo dico senza maiuscola, notate Eccellentissmo), quel popolo infingardo e sciocco vi anticipa le battute, come quando si sente una canzonetta ripetuta mille volte".
Fu a quel punto che al Principe scappò un calcio alla faccia di Bertoldo. Il quale ammutolito sorrise, anche se pestato: "Voi onnipotente potete cambiare i miei poveri connotati, ma non la verità delle cose". E corse a nascondersi.
[28.10.2009, anno IV, post n. 313 (1033), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 26/10/2009 à 15:32
Par antoniomontanari
Chi aiuta, "Chi" tace: favori tra Berlusconi e Marrazzo, a danno del Pd Berlusconi avvisa Marrazzo che "Chi" della Mondadori (leggi, Marina Berlusconi) non pubblicherà foto dal filmato al centro dello scandalo sessuale che vede coinvolto lo stesso Marrazzo.
Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi", ovviamente non è il Berlusconi che siede a palazzo Chigi. Si tratta di banale omonimia.
Altrimenti sarebbe un tragico gioco della parti. Fatto per dimostrare che, se alla vigilia delle primarie, certa robaccia non è finita sui giornali, lo si deve all'illuminato imprenditore.
Immaginiamo il futuro scenario. Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi" può spingere subdolamente il Berlusconi che siede a palazzo Chigi a chiedere trattamenti di favore da parte dello stesso Pd, in nome della mancata pubblicazione delle foto scandalose di Marrazzo. Gioco delle parti, direbbe quel Luigi Pirandello a cui abbiamo chiesto in prestito il titolo di una sua opera per il nostro titolo...
[26.10.2009, anno IV, post n. 311 (1031), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 26/10/2009 à 14:32
Par antoniomontanari
Feltri lo ripropone. Per far dimenticare gli attacchi a Berlusconi Vittorio Feltri appare in uno spot annunciando il regalo ai lettori del suo "Giornale" delle prime pagine di quando era direttore Indro Montanelli.
Non si tratta di una semplice operazione pubblicitaria. Né di un amarcord personale. Nel 1994, alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, Montanelli aveva lasciato la direzione del "Giornale". Sostituito proprio da Feltri.
Poi Montanelli aveva fondato "La Voce". Chiusa l'anno dopo. "Per Montanelli si è dissolto un sogno: capita a tutti", fu il commento di Enzo Biagi (p. 423 del suo "Io c'ero" curato da Loris Mazzetti).
Montanelli successivamente non è stato tenero con l'ex padrone Berlusconi. Lo ha definito (25 marzo 2001) persona affetta da "allergia alla verità", e da "voluttuaria e voluttuosa propensione alla menzogna" che riesce a pronunciare con assoluta "naturalezza".
L'operazione Feltri cerca di recuperare al premier una simpatia postuma del grande giornalista. Un'operazione commerciale, molto da prestigiatore. Per far dimenticare agli italiani quello che Montanelli aveva scritto contro il padrone de "il Giornale". Un'operazione un po' pesante, nel suo intento.
[26.10.2009, anno IV, post n. 310 (1030), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
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