Non è un fatto usuale che il portavoce vaticano intervenga sopra la vicenda privata di un cattolico per togliere alcune castagne dal fuoco. Anche se quel cattolico si chiama Magdi Allam, ed è stato pubblicamente battezzato dallo stesso papa.
Se la Chiesa per bocca di padre Federico Lombardi fa sapere che le idee di Allam sull'Islam non possono "diventare in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede", significa che qualche preoccupazione vaticana c'è stata dopo certe dichiarazioni del battezzato.
Le parole di padre Lombardi appaiono ovviamente molto 'prevedibili': nessun cattolico può dar lezione al papa od alla Chiesa intesa come gerarchia romana. Ma diventano una risposta utile e necessaria alla 'controparte' islamica.
Ad esempio, Aref Ali Nayed aveva detto che il messaggio dell'articolo di Magdi Allam pubblicato il giorno di Pasqua dal "Corriere della Sera", era "proprio lo stesso dell'imperatore bizantino citato dal Papa" nella sua discussa lezione di Ratisbona.
In questa direzione di messaggio al mondo islamico, va anche l'editoriale dell'"Osservatore romano" sull'argomento, intitolato appunto significativamente "Libertà religiosa e dialogo".
Oltre che messaggio al mondo islamico, le parole di padre Lombardi sono un invito allo stesso mondo cattolico a non trasformare casi personali in fatti istituzionali. Anche questo è un aspetto non secondario e soprattutto politico, da collocare nel contesto del momento elettorale italiano. Dopo il gran rumore provocato da certe posizioni come quella di Giuliano Ferrara sulla questione dell'aborto.
[Anno III, post n. 92 (469)]

