Non solo Br, ma pure Gelli e P2, con "ricatto e disinformazione", ovvero un metodo ed una logica politica molto attuali
Domani esce in libreria il volume che Benedetta Tobagi ha voluto dedicare al padre Walter, ucciso dalle Br il 28 maggio 1980.
Il "CorSera" di stamani ne offre un capitolo in anteprima. C'è un passo che dal 1980 riporta ai nostri giorni: "...intorno alla loggia P2 sembra vigere da sempre la consegna di minimizzare e riportare tutto al silenzio, al più presto".
Segue una testimonianza del giudice istruttore Giuliano Turone: "C’è un metodo. La logica che guida Gelli nella costruzione del suo archivio è quella del ricatto e della disinformazione".
Turone si riferisce a questo episodio descritto da Benedetta Tobagi: nel marzo 1981, "... tra i pochi e selezionati documenti che il maestro venerabile aveva impacchettato per portarseli via" (e ritrovati "dentro alla valigia sequestrata nella ditta Giole di Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi, vicino ad Arezzo"), c'è anche il volantino di rivendicazione dei terroristi che hanno ucciso suo padre.
"Stava in una busta sigillata con la dicitura, molto generica, <Rizzoli - lettera Brigate Rosse>, insieme ad altre cartelle selezionate di documenti riservatissimi, riguardanti tra le altre cose i piani di ricapitalizzazione e riassetto proprietario del gruppo Rizzoli - Corriere della Sera, elaborati nei primi mesi del 1980 da Bruno Tassan Din con Licio Gelli e l’avvocato Umberto Ortolani".
Ricatto e disinformazione sono due vocaboli ancora di stretta attualità.
La foto di Benedetta Tobagi è © CorSera.
Il "CorSera" di stamani ne offre un capitolo in anteprima. C'è un passo che dal 1980 riporta ai nostri giorni: "...intorno alla loggia P2 sembra vigere da sempre la consegna di minimizzare e riportare tutto al silenzio, al più presto".
Segue una testimonianza del giudice istruttore Giuliano Turone: "C’è un metodo. La logica che guida Gelli nella costruzione del suo archivio è quella del ricatto e della disinformazione".
Turone si riferisce a questo episodio descritto da Benedetta Tobagi: nel marzo 1981, "... tra i pochi e selezionati documenti che il maestro venerabile aveva impacchettato per portarseli via" (e ritrovati "dentro alla valigia sequestrata nella ditta Giole di Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi, vicino ad Arezzo"), c'è anche il volantino di rivendicazione dei terroristi che hanno ucciso suo padre.
"Stava in una busta sigillata con la dicitura, molto generica, <Rizzoli - lettera Brigate Rosse>, insieme ad altre cartelle selezionate di documenti riservatissimi, riguardanti tra le altre cose i piani di ricapitalizzazione e riassetto proprietario del gruppo Rizzoli - Corriere della Sera, elaborati nei primi mesi del 1980 da Bruno Tassan Din con Licio Gelli e l’avvocato Umberto Ortolani".
Ricatto e disinformazione sono due vocaboli ancora di stretta attualità.
La foto di Benedetta Tobagi è © CorSera.
[02.11.2009, anno IV, post n. 319 (1039), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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